
Il mondo della musica è in lutto per la morte di William Orbit, produttore britannico e figura di primo piano nell’evoluzione del pop e dell’elettronica. L’artista è morto a 69 anni il 23 luglio, nella propria abitazione; la famiglia ha confermato il decesso. Nel corso di una carriera durata oltre quarant’anni, Orbit ha contribuito a ridefinire il linguaggio della produzione discografica, ottenendo tre Grammy Awards e dodici candidature complessive.
Il nome di William Orbit è legato soprattutto alla capacità di portare sonorità ambient e trance nel mercato popolare senza rinunciare alla sperimentazione. Le sue produzioni hanno segnato album e singoli di alcuni tra gli artisti più noti della scena internazionale, lasciando un’impronta rilevante nella musica contemporanea.

William Orbit, dagli esordi londinesi alla musica elettronica
Nato nel 1956 a Wainwright, nel nord di Londra, William Orbit proveniva da una famiglia operaia: entrambi i genitori erano insegnanti. Secondo quanto ricostruito sulla sua biografia, l’incontro con un registratore magnetico, ricevuto grazie a uno zio quando aveva 14 anni, rappresentò il primo passaggio decisivo verso il mondo del suono e della registrazione.
A 16 anni lasciò gli studi e scelse una vita distante dai percorsi convenzionali. Per un periodo visse in un edificio occupato e svolse diversi lavori, compresi turni notturni in una birreria e un impiego nella pubblica amministrazione. Intanto continuava a dedicarsi alla ricerca musicale e alla costruzione delle proprie competenze tecniche.
Nel 1980 fondò i Torch Song con Laurie Mayer e Grant Gilbert. Il gruppo firmò con la IRS e pubblicò tre album fra il 1984 e il 1987. In quella fase Orbit sviluppò la sua visione tra ambient, elettronica e arrangiamento, realizzando progressivamente anche un proprio studio di registrazione.
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