Sicurezza, immigrazione e periferie: i temi indicati come prioritari da Calenda
Secondo Calenda, il Pd non starebbe dando il giusto peso ad alcuni argomenti che, soprattutto nel Nord Italia, incidono sempre di più sulla formazione del consenso. Tra questi cita la sicurezza, l’immigrazione e il disagio nelle periferie, considerandoli elementi centrali del dibattito pubblico. In merito, afferma: “Nel Centro-Nord è un tema predominante e non abbiamo idea di quanto la sinistra sia destinata a perdere su questa questione“. E aggiunge: “La sicurezza sta esplodendo in tutto il Nord Italia, bisogna frenare la deriva degli irregolari che delinquono”.
Le critiche di Calenda non sono rivolte soltanto al campo progressista. Nella sua analisi, anche l’attuale maggioranza mostrerebbe limiti nella gestione delle principali questioni del Paese. La valutazione, in questo passaggio, è sintetizzata in una frase diretta: “Anche la destra sta fallendo“.

Rapporti tra Pd e Movimento 5 Stelle: i possibili effetti sull’elettorato
Un punto centrale dell’intervento riguarda l’ipotesi di un’alleanza strutturata tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Calenda sostiene che un’intesa stabile potrebbe produrre conseguenze diverse da quelle attese dai promotori, con possibili ricadute sulla partecipazione o sulla scelta di voto. La sua tesi è riassunta così: “Se il Pd si allea con il Movimento, tanti 5 Stelle votano altri partiti o non vanno a votare”. Da qui la prospettiva che Giuseppe Conte possa acquisire un ruolo predominante, fino a diventare il riferimento principale della coalizione, superando la leadership di Schlein.
Il riferimento a Matteo Renzi e lo scenario delle primarie
Nelle dichiarazioni di Calenda entra anche Matteo Renzi, indicato come osservatore interessato delle dinamiche interne al Pd. Il leader di Azione descrive un possibile scenario in cui Schlein potrebbe essere messa in difficoltà alle primarie, con ricadute sugli equilibri dell’area progressista. In questo quadro, Calenda afferma: “Alle primarie presenterà un competitor di Schlein, spaccherà il Pd e farà vincere Conte”.
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La linea di Azione: niente Campo largo e niente governo con la maggioranza
Calenda ribadisce quindi la collocazione politica del suo partito, escludendo sia un ingresso nel Campo largo sia un’intesa con le forze che sostengono l’attuale governo. La posizione viene espressa in modo esplicito: “Tra Meloni e Conte il Paese continuerà a declinare” e, subito dopo, “Noi di Azione andremo al centro, punto“. Sul capitolo alleanze, aggiunge: “Non vado al governo con Salvini, Vannacci e Schifani e non entro nel Campo largo”.
Vannacci, Salis e Reggio Calabria: le ulteriori dichiarazioni
Tra i nomi citati, Calenda indica Roberto Vannacci come figura di peso nel dibattito politico attuale: “Vale tantissimo. È il nuovo populista di turno”. Su Silvia Salis, esprime invece un giudizio sulla possibilità di determinate scelte politiche: “Non credo, è troppo intelligente, lei non si brucerà”.
Infine, commentando il risultato di Reggio Calabria e il successo di Cannizzaro, Calenda dichiara: “Io Cannizzaro non l’ho mai visto, veniva da Forza Italia. Le scene che ha fatto sono indecorose, dopodiché siccome ha preso il 65% forse sono sbagliato io”.