La lettera inviata a Camera e Senato
La giornata del 15 ottobre ha segnato la promulgazione della norma approvata dalle due Camere per istituire una ricorrenza dedicata al riciclo della carta. Come previsto dalla prassi costituzionale, Mattarella ha inviato una comunicazione formale ai presidenti dei due rami del Parlamento per spiegare le ragioni e le osservazioni connesse all’atto.
Dal Quirinale è stato precisato che non vi erano elementi evidenti di contrasto con la Costituzione. Per questa ragione il presidente della Repubblica ha proceduto alla firma, come era avvenuto pochi giorni prima con il provvedimento sulla giornata nazionale della meraviglia. La decisione di promulgare, però, non ha escluso la necessità di intervenire con un monito rivolto alle Camere.
Mattarella ha richiamato l’aumento delle leggi che prevedono una giornata dedicata a specifici argomenti. Si tratta di iniziative che, nella maggior parte dei casi, nascono con l’obiettivo di promuovere conoscenza e consapevolezza. Il problema evidenziato dal capo dello Stato è l’assenza di parametri comuni con cui stabilire quali temi abbiano effettivamente bisogno di una ricorrenza nazionale prevista da una legge.
I dati riportati nella lettera mostrano una crescita molto rapida. Nelle ultime tre legislature sono state approvate trentasei norme di questo tipo e venti di queste appartengono all’attuale legislatura. Un numero che racconta una tendenza ormai costante e che rende più difficile mantenere distinto il significato delle diverse celebrazioni.
Il numero delle ricorrenze e la necessità di criteri comuni
Il totale delle giornate nazionali istituite, alle quali si aggiungono le festività previste dall’ordinamento, è arrivato a cinquantuno. Non tutte hanno lo stesso rilievo storico, civile o istituzionale. Alcune sono legate alla memoria collettiva, alla tutela dei diritti o alla commemorazione di eventi che hanno segnato il Paese; altre riguardano temi specifici e settoriali.
La lettera non mette in discussione l’importanza delle finalità perseguite dalle singole norme. Il richiamo riguarda piuttosto la necessità di preservare il carattere eccezionale e riconoscibile di uno strumento che dovrebbe indicare valori condivisi su scala nazionale. Quando le ricorrenze si moltiplicano, diventa più complesso per cittadini, istituzioni e scuole attribuire a ciascuna l’attenzione necessaria.
In molti casi le leggi adottano formule simili: invitano ministeri, enti pubblici, amministrazioni territoriali e istituti scolastici a organizzare iniziative informative, percorsi didattici, incontri o attività divulgative. La ripetizione di questo modello ha prodotto un calendario sempre più fitto, nel quale le richieste si sovrappongono e le strutture chiamate ad attuarle devono distribuire risorse, tempo e personale.
«Avverto l’esigenza di esortare a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati, il cui numero rende ormai sostanzialmente impossibile nei fatti un’autentica efficacia delle loro previsioni, che potrebbero essere adeguatamente perseguite mediante strumenti diversi dalla legge.»
Le parole del presidente indicano una distinzione precisa tra l’obiettivo da raggiungere e la forma scelta per farlo. Sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema può essere necessario, ma non richiede sempre l’istituzione di una nuova giornata nazionale. Campagne pubbliche, programmi ministeriali, accordi con associazioni e iniziative locali possono svolgere una funzione analoga senza introdurre ulteriori obblighi normativi.
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