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“Adesso basta”. Mattarella perde la pazienza, lettera a La Russa e Fontana

Il carico sulle scuole al centro del richiamo

Uno dei passaggi più rilevanti della comunicazione riguarda la scuola. Le norme sulle giornate nazionali assegnano frequentemente agli istituti il compito di promuovere attività di approfondimento. È un aspetto centrale perché la scuola viene individuata come il luogo naturale in cui costruire conoscenza e partecipazione, ma deve anche garantire la continuità della didattica ordinaria.

Mattarella osserva che diventa sempre più difficile, e persino inverosimile, chiedere alle scuole di soddisfare tutti gli incarichi previsti dalle numerose disposizioni approvate nel tempo. Ogni iniziativa può tradursi in circolari, progettazione, coordinamento tra docenti, attività con gli studenti e momenti di restituzione. Considerate singolarmente, queste richieste possono apparire sostenibili; nel loro insieme, incidono sull’organizzazione quotidiana.

La situazione coinvolge anche l’autonomia degli istituti. Dirigenti e insegnanti devono conciliare le indicazioni provenienti dalle leggi con la programmazione scolastica, le discipline curricolari, l’educazione civica e le esigenze delle diverse classi. Il rischio segnalato è che il susseguirsi di ricorrenze finisca per ridurre il tempo destinato all’insegnamento o per trasformare attività importanti in adempimenti formali.

Il richiamo del Quirinale non è dunque rivolto soltanto al calendario delle celebrazioni. Riguarda il modo in cui le norme incidono sul lavoro delle istituzioni educative. Per essere efficaci, le giornate dedicate devono poter essere affrontate con strumenti adeguati e con un reale coinvolgimento, evitando che l’accumulo renda impossibile approfondire ogni tema con la necessaria qualità.

Strumenti alternativi e valore delle giornate nazionali

Nella parte conclusiva della lettera, Mattarella sollecita il Parlamento a contenere la crescita delle nuove ricorrenze e a definire criteri omogenei. L’obiettivo è individuare con maggiore chiarezza i casi nei quali l’istituzione di una giornata nazionale rappresenti lo strumento più appropriato e quelli nei quali possano essere utilizzate soluzioni differenti.

Tra le possibilità indicate figurano forme di sensibilizzazione che non richiedano necessariamente un intervento legislativo. Le amministrazioni competenti possono promuovere campagne informative, collaborazioni con enti del terzo settore, progetti territoriali e iniziative rivolte alle scuole. Questi strumenti consentono di intervenire su temi specifici adattando le attività ai contesti e alle disponibilità organizzative.

La vicenda riporta così l’attenzione sul significato delle giornate nazionali nel dibattito pubblico. Una ricorrenza istituita dallo Stato ha un valore simbolico rilevante: richiama la memoria, orienta l’attenzione delle istituzioni e può favorire una riflessione condivisa. Proprio per questo, secondo il senso del messaggio presidenziale, deve essere utilizzata con misura.

Il provvedimento sul riciclo della carta entra quindi in vigore, ma lascia aperta una questione più ampia. Il Parlamento è chiamato a riflettere sul crescente numero di giornate nazionali e sugli effetti delle relative leggi. Il monito di Mattarella punta a evitare che la moltiplicazione delle ricorrenze ne indebolisca il valore, rendendo meno visibili temi che meriterebbero invece attenzione concreta e duratura.

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