La posizione del marito Claudio Carlomagno
Il marito di Federica Torzullo, Claudio Carlomagno, è stato sottoposto a fermo e, dinanzi ai magistrati, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Questa opzione processuale, prevista dalla legge, è stata esercitata nel corso dell’interrogatorio di garanzia.
Parallelamente, gli inquirenti stanno acquisendo e valutando una serie di riscontri oggettivi, con particolare attenzione alle tracce digitali e ai comportamenti che hanno preceduto e seguito l’omicidio. Il quadro probatorio è in evoluzione e viene costantemente integrato con nuovi elementi tecnici.
Accertamenti sul computer e analisi dei dati digitali
Uno degli aspetti centrali dell’indagine riguarda le verifiche informatiche sul computer del marito. Gli specialisti stanno esaminando in modo dettagliato file, cronologia di navigazione, ricerche effettuate in rete, documenti salvati e scambi di messaggi allo scopo di individuare eventuali tracce di una pianificazione dell’omicidio.
L’analisi dei dati digitali è finalizzata a rilevare possibili consultazioni relative a metodi di aggressione, eliminazione di indizi, gestione degli orari e degli spostamenti, nonché eventuali modalità di simulazione o occultamento di un delitto. Ogni informazione estratta dai dispositivi viene valutata per comprendere se vi siano stati tentativi di cancellare prove o di alterare la percezione temporale degli eventi.
La telefonata alla collaboratrice domestica
Nel fascicolo d’indagine assume rilievo anche la telefonata alla collaboratrice domestica. Secondo quanto ricostruito, l’8 gennaio Claudio Carlomagno avrebbe contattato la lavoratrice comunicandole di non recarsi al lavoro nella villetta il giorno successivo.
Questo episodio è stato richiamato anche da un parente della vittima, in particolare dallo zio di Federica, che ha segnalato la circostanza agli inquirenti. Gli investigatori stanno accertando l’orario esatto della chiamata, il contenuto integrale della conversazione e le motivazioni che avrebbero portato a chiedere l’assenza della collaboratrice proprio in quella data.


Ipotesi di premeditazione e sviluppo dell’indagine
La telefonata alla collaboratrice, esaminata nel contesto complessivo degli atti, viene considerata un possibile elemento premonitore e viene valutata in relazione all’ipotesi di premeditazione. Se collegata temporalmente e logicamente agli altri riscontri, potrebbe contribuire a delineare un’organizzazione preventiva della giornata successiva ai fatti.
La Procura e gli investigatori stanno procedendo con perizie digitali, audizioni di testimoni e approfondimenti tecnici su tutti gli aspetti ritenuti utili alla ricostruzione dell’episodio. L’obiettivo è definire con precisione la sequenza degli eventi che hanno portato alla morte di Federica Torzullo e accertare le responsabilità penali, sulla base di riscontri oggettivi e documentati.
Mentre l’attenzione mediatica resta alta anche grazie agli approfondimenti di Chi l’ha visto, l’indagine prosegue in sede giudiziaria, con la raccolta e l’analisi dei dati ritenuti decisivi per stabilire in modo chiaro dinamica, contesto e cause dell’omicidio.