
C’è un silenzio strano, di quelli che arrivano prima del caos. Il cielo sembra trattenere il fiato, l’aria cambia odore e ogni folata porta con sé la sensazione che qualcosa stia per rovesciarsi all’improvviso. In molte città, già dalle prime ore, lo sguardo corre alle nuvole scure e ai cellulari: notifiche, bollettini, avvisi che si rincorrono.
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È una di quelle giornate in cui la routine si spezza senza chiedere permesso. Le strade rischiano di trasformarsi in corridoi d’acqua, il vento inizia a bussare con insistenza a finestre e serrande, e cresce una domanda semplice ma urgente: domani sarà davvero possibile muoversi, andare a scuola, lavorare, vivere normalmente? (Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva…)