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Allerta rossa in Italia: “Le grandinate più violente lì”. Dove colpisce, la zona

Caldo record in Italia: luglio oltre i dati dell’estate 2003

In Italia, luglio viene indicato come il mese più caldo mai registrato, con valori superiori anche a quelli dell’estate 2003. Le temperature elevate hanno interessato per settimane ampie zone del Paese, incidendo sulla salute pubblica, sulle colture e sulla disponibilità delle risorse idriche.

Secondo Lorenzo Tedici, il quadro potrebbe rimanere pressoché stabile almeno fino al 18 agosto. L’alta pressione dovrebbe continuare a prevalere, limitando la possibilità di un calo significativo delle temperature.

Le elaborazioni più aggiornate ipotizzano un parziale ridimensionamento del caldo attorno al 19 agosto. Al momento, tuttavia, si tratterebbe di una fase breve, legata al possibile arrivo di correnti meno calde soprattutto sulle regioni settentrionali.

Torino, Milano, Brescia, Verona e Venezia potrebbero passare dai bollini rossi ai bollini gialli previsti dal Ministero della Salute. La situazione resta delicata anche oltre i confini italiani: in Austria sono stati rilevati 41,2 gradi, mentre in Slovacchia la temperatura ha raggiunto 41,4 gradi.

Temporali e grandinate: allerta gialla in Veneto, Trentino, Lombardia e Calabria

L’eventuale ingresso di aria più fresca dopo giorni di afa può favorire lo sviluppo di fenomeni intensi. Nelle aree di contatto tra masse d’aria diverse restano possibili temporali, forti raffiche di vento e grandinate, con criticità localizzate per la circolazione, l’agricoltura e i territori più vulnerabili.

La Protezione civile ha emesso un’allerta gialla per Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia nord-orientale e Calabria. L’invito è alla massima prudenza vicino a corsi d’acqua, sottopassi e aree montane, dove le precipitazioni intense possono svilupparsi rapidamente.

Incendi in Lombardia, Piemonte e Toscana: proseguono gli accertamenti

Accanto all’emergenza meteo, rimane alto il rischio di incendi. In Lombardia, il rogo sul monte Moregallo, nel territorio lecchese, è stato posto sotto controllo al termine di un intervento che ha coinvolto squadre di terra e mezzi aerei.

Sulle cause dell’incendio sono in corso accertamenti. Giacomo Zamperini, presidente della Commissione Montagna di Regione Lombardia, ha riferito che le prime informazioni non escludono un’origine colposa o dolosa. La ricostruzione resta affidata alle autorità competenti.

Evacuazioni a titolo precauzionale e interventi con elicotteri sono stati segnalati anche in alcune aree di Piemonte e Toscana. Temperature elevate, vegetazione secca e mancanza prolungata di piogge continuano ad aumentare l’esposizione di boschi e zone rurali.

Siccità in Piemonte e nei grandi fiumi europei: cresce l’emergenza acqua

La persistente assenza di precipitazioni sta sottoponendo a forte pressione i bacini idrici di varie regioni europee. Il Piemonte ha avviato le procedure per la richiesta dello stato di calamità naturale, alla luce delle difficoltà che riguardano il territorio, il comparto agricolo e la disponibilità d’acqua.

Preoccupano anche i livelli del Danubio in Ungheria. La riduzione della portata ha alimentato tensioni e polemiche, rendendo necessario l’intervento della ministra degli Esteri Anita Orban, che ha smentito le voci su presunte responsabilità slovacche.

In Germania, infine, il basso livello del Reno impone alle imbarcazioni commerciali di ridurre i carichi trasportati. Si tratta di un ulteriore effetto economico della siccità, mentre le autorità continuano a monitorare l’evoluzione meteorologica delle prossime settimane.

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