Devastazione e dispersi: cinque parenti irreperibili
La situazione sul posto viene descritta come particolarmente grave. Tula Bahadur BK, operatore sanitario della zona, ha riferito di una devastazione senza precedenti e ha comunicato che cinque suoi familiari risultano dispersi.
Le ricerche continuano nonostante le condizioni meteorologiche avverse e le interruzioni della viabilità. Al momento, le autorità stanno verificando le segnalazioni ricevute e cercando di ricostruire gli spostamenti delle persone presenti nell’area al momento della piena.
Il video della piena e dei danni
Devastación masiva causada por inundaciones repentinas en el norte de Nepal tras el colapso de una represa china en el Tíbet.
— Isaac (@isaacrrr7) August 26, 2026
Decenas de personas han muerto y cientos están desaparecidas. Miles de viviendas han sido arrasadas por este desastre.pic.twitter.com/YdTCsykjGG
Frana in Tibet, isolato il valico di Gyirong
L’emergenza non riguarda soltanto il territorio nepalese. Sul versante cinese dell’Himalaya, una vasta frana in Tibet ha interessato il valico di Gyirong, nella regione di Shigatse.
Lo smottamento ha interrotto le strade dirette al porto e ha provocato difficoltà nelle comunicazioni e nell’approvvigionamento di energia elettrica. Le autorità cinesi hanno avviato le ricerche delle persone disperse e rafforzato le misure preventive per contenere eventuali ulteriori conseguenze.
Energia elettrica in difficoltà: compromessi 430 megawatt
L’alluvione ha avuto conseguenze rilevanti anche per la rete energetica del Nepal. Il ministero dell’Energia ha reso noto che la fornitura di 430 megawatt di elettricità è stata compromessa, soprattutto per i danni e i problemi agli impianti idroelettrici.
La quantità corrisponde a oltre il 12% della capacità idroelettrica nazionale, stimata attorno ai 3,2 gigawatt. Il premier Balendra Shah ha assicurato che esercito e polizia stanno operando congiuntamente per affrontare l’emergenza.
Il precedente sul Bhote Koshi e i rischi nell’Himalaya
Le cause precise della nuova alluvione devono ancora essere chiarite. Nella stessa area si era verificato un episodio simile nell’anno precedente, sempre lungo il Bhote Koshi: allora furono registrati nove morti, 24 dispersi e la distruzione del Ponte dell’Amicizia, snodo strategico per gli scambi commerciali.
Quell’evento era stato attribuito all’improvviso svuotamento di un lago glaciale situato in Tibet. Il nuovo disastro si inserisce in una serie di fenomeni estremi che hanno colpito l’intera regione himalayana negli ultimi anni.
Nel settembre 2024, piogge eccezionali avevano provocato 66 vittime in Nepal. Nell’ottobre 2023, l’esondazione di un lago glaciale nel Sikkim, nell’India nord-orientale, aveva causato 179 morti; nel febbraio 2021 una colata di fango e rocce sul fiume Dhauliganga aveva invece provocato oltre 200 vittime.
Turisti dispersi in Nepal, i controlli sulle nazionalità
Secondo i dati comunicati dall’Ente del Turismo del Nepal, tra i 348 viaggiatori dichiarati dispersi figurano 291 stranieri. Le autorità stanno accertando dove si trovassero le persone che stavano soggiornando o transitando nelle zone interessate e quali siano le loro condizioni.
Tra i nomi segnalati risultano 12 cittadini britannici, 105 indiani, 37 indiani non residenti, 17 malesi, quattro sudafricani, tre statunitensi, un australiano e un olandese. Per altre 111 persone, la nazionalità deve ancora essere confermata.
Farnesina, circa 90 italiani tra Nepal e Tibet
Sul fronte italiano, la Farnesina ha fatto sapere che, in base alle registrazioni sul portale “Dove siamo nel mondo”, sono circa 90 gli italiani presenti tra Nepal e Tibet.
Sono in corso le verifiche sulle condizioni dei connazionali e sulla loro eventuale presenza nelle aree coinvolte dall’emergenza. Le procedure di assistenza restano attive, mentre il bilancio dell’alluvione e il numero effettivo dei dispersi attendono ulteriori conferme ufficiali.