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Alluvione in Nepal, arriva la notizia che nessuno voleva sentire: “È terrificante”

Rasuwa, evacuati 350 lavoratori dal tunnel della centrale

In mezzo alla drammatica emergenza è arrivato un aggiornamento positivo dal distretto di Rasuwa. L’esercito nepalese ha evacuato 350 lavoratori e residenti rimasti intrappolati in un tunnel dell’Upper Trishuli Hydropower Project dopo l’inondazione.

Le persone erano bloccate dalla mattina di mercoledì, quando la piena ha travolto l’area. Tuttavia, l’intervento non sarebbe terminato: secondo quanto riportato dai media nepalesi, oltre cento persone potrebbero trovarsi ancora dentro la struttura o nelle sue immediate vicinanze.

Le condizioni meteorologiche e la violenza del fiume rendono ogni operazione più rischiosa. Nella giornata di giovedì, l’esercito ha riferito di aver messo in salvo complessivamente 883 persone, tra abitanti e lavoratori delle zone colpite di Rasuwa.

Il collasso di un ghiacciaio all’origine della piena

La ricostruzione preliminare indica nel collasso di un ghiacciaio la possibile causa della catastrofe. Nelle prime ore di mercoledì, una massa di circa 10 milioni di metri cubi di ghiaccio sarebbe precipitata nel sistema fluviale sottostante.

Il materiale avrebbe poi raggiunto il fiume Bhotekoshi, generando una piena di eccezionale forza. Acqua, blocchi di ghiaccio, rocce, tronchi e fango sono stati trascinati a valle, colpendo abitazioni, cantieri e infrastrutture in un’area montuosa già particolarmente fragile.

Ora l’attenzione è concentrata sugli accumuli formati dopo la frana e l’alluvione. In alcuni punti si sarebbero creati sbarramenti naturali e bacini instabili, che potrebbero cedere improvvisamente e provocare nuove inondazioni.

Tibet, sospesi i soccorsi per il rischio di nuove alluvioni

Il pericolo coinvolge anche il versante tibetano. Le autorità cinesi hanno deciso di sospendere temporaneamente parte degli interventi di emergenza nella contea di Gyirong, lungo il confine con il Nepal.

Secondo quanto riferito dall’emittente statale Cctv, un lago formatosi dietro un grande accumulo di detriti avrebbe iniziato a tracimare verso l’area in cui stavano operando i soccorritori. È scattato quindi lo stop alle attività e alle squadre già presenti è stato ordinato di arretrare di un chilometro.

La priorità resta evitare un nuovo disastro. In Nepal le ricerche proseguono, ma con prudenza, mentre il bilancio dell’alluvione in Nepal resta provvisorio e la sorte dei circa 1.400 dispersi continua a essere al centro dell’emergenza.

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