Campo largo, Gualtieri può diventare il federatore?
La domanda è proprio questa. Gualtieri potrebbe rappresentare, secondo lo scenario riportato da Dagospia, una figura in grado di parlare a mondi diversi del centrosinistra, partendo dall’esperienza di una coalizione romana più larga di quella che oggi sembra facilmente immaginabile sul piano nazionale. Il 15 settembre, inoltre, il sindaco sarà tra i partecipanti all’incontro organizzato dalla Fondazione Italianieuropei dal titolo significativo: “Governare le città, governare l’Italia”.
Ma c’è un gigantesco “se”. Prima viene Roma. E proprio da chi conosce bene le dinamiche del Campidoglio arriva una frenata. Claudio Mancini, parlamentare dem, ha definito fisiologiche le ricostruzioni su un possibile ruolo nazionale del sindaco e ha precisato: “Ma Gualtieri è una persona seria: nel momento in cui avrà rinnovato il mandato di fiducia con i cittadini romani sarà completamente impegnato in questa sfida”.
Anche sul fronte delle primarie il quadro resta aperto. Massimiliano Smeriglio, intervenendo nel dibattito raccontato dal Foglio, ha osservato: “Al di là di quello che ognuno di noi pensa”, le primarie sembrano ormai difficili da evitare, spostando così la discussione dal “se” al “come”.
Insomma, nessuna investitura e nessuna certezza. Ma un elemento politico c’è: mentre Schlein e Conte continuano a confrontarsi sulla direzione del centrosinistra, Roma sta diventando un osservatorio privilegiato per capire se il campo largo possa trovare una formula meno litigiosa. E dentro questo laboratorio, il nome di Gualtieri è comparso. Per ora, però, resta esattamente quello che è: un’ipotesi da verificare sul campo.