
Il padre di Andrea Papi ha espresso il suo parere sui provvedimenti della Provincia di Trento a proposito dell’orsa Jj4. Era il pomeriggio di mercoledì 5 aprile 2023, quando il 26enne di Caldes Andrea Papi mentre si allenava di corsa, come faceva abitualmente, nei boschi sopra il paese della Val di Sole, è stato ucciso dall’animale. La notizia dei primi esiti dell’autopsia che hanno decretato che la colpevole è proprio l’orsa Jj4 ha portato ad un’ordinanza di abbattimento a firma del presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti. L’opinione di Carlo Papi su questo provvedimento. (Continua dopo le foto)
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Andrea Papi, il padre dice la sua sull’uccisione dell’orsa
Sia Carlo che la madre Franca, vorrebbero che l’orsa non morisse. “È troppo comodo cercare di chiudere questa tragedia eliminando un animale. Noi pretendiamo che ad Andrea vengano restituite dignità e giustizia”, ha detto l’uomo conscio del fatto che la morte dell’animale non riporterà indietro suo figlio. L’orsa è stata catturata e adesso si trova al Casteller in attesa della sentenza del Tar l’11 maggio. (Continua dopo le foto)
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Le parole di Carlo Papi
Carlo Papi ha parlato a La Repubblica, affranto dal fatto che nessuno si assuma alcuna responsabilità sull’accaduto. “Qualcuno deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità della morte di Andrea. A costo di fare un passo indietro rispetto al ruolo pubblico che ricopre. Quella di nostro figlio non è stata una morte naturale. Nessuno si è ancora fatto vivo per chiederci scusa, per spiegarci le cause che hanno contribuito a creare le condizioni di questa tragedia. Confidiamo nella Procura di Trento e nei nostri avvocati: il governo attuale della Provincia, come quelli che l’hanno preceduto, hanno il dovere di chiarire, assieme allo Stato, se è stato fatto il possibile per garantire la sicurezza”, ha spiegato l’uomo. Il problema degli orsi è una realtà concreta in Trentino. (Continua dopo le foto)

Il problema dell’orso
Secondo il padre della vittima, la morte di Andrea si poteva evitare. “Le istituzioni non hanno fatto niente per spiegare alla gente come comportarsi con un numero così alto di orsi: cosa fare per prevenire incontri, quali zone non frequentare, come reagire a un attacco. Hanno lasciato tutti ignoranti e tranquilli, senza nemmeno installare i cassonetti anti-orso in tutti i paesi a rischio. Nessuno ha chiesto alla gente se condivideva la reintroduzione degli orsi, nessuno ha fatto il necessario per renderla compatibile con la nostra e la loro vita”, ha aggiunto l’uomo.