
Il viaggio verso Roma non ha nulla di ordinario. Nessuna leggerezza, nessuna pausa dalla pressione che da settimane accompagna il nome di Andrea Sempio nel nuovo capitolo del caso di Garlasco. Alla stazione Termini il cielo è terso, il traffico caotico, i giornalisti già pronti ad aspettarlo. Lui arriva con due zaini e un trolley, resta in disparte insieme al suo avvocato e fuma una sigaretta prima di affrontare domande, telecamere e sguardi. Attorno a lui continua a crescere il rumore mediatico di un’inchiesta che ha riaperto dubbi e contrapposizioni su uno dei delitti più discussi d’Italia.

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Secondo quanto raccontato da Il Messaggero, la strategia della difesa appare chiara: respingere ogni conclusione affrettata e ribadire che, allo stato attuale, esiste una sola certezza giudiziaria. Per l’omicidio di Chiara Poggi, infatti, è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi. Eppure l’indagine che coinvolge Sempio continua ad alimentare interrogativi e tensioni, mentre la difesa prova a smontare i punti considerati centrali dall’accusa.

Garlasco, Andrea Sempio e la linea della difesa
«Innocente». È questa la parola che l’avvocato Angela Taccia ripete più volte durante la permanenza romana del suo assistito. Una posizione netta, ribadita senza esitazioni mentre attorno si moltiplicano indiscrezioni e ricostruzioni investigative.
Sempio, riferisce Il Messaggero, davanti ai pubblici ministeri si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una scelta che la difesa definisce tecnica e necessaria, anche perché è stata avviata una consulenza psicologica sul comportamento dell’uomo. La permanenza a Roma servirebbe proprio a questo: ottenere consulenze specialistiche e approfondire l’analisi personologica richiesta dai legali.
Nel frattempo il peso dell’esposizione mediatica sembra avere effetti concreti sulla vita quotidiana dell’indagato. «Faccio fatica a lavorare quindi…», dice Sempio senza completare davvero il concetto. A intervenire è ancora l’avvocato Taccia: «Come vuole che stia? È già praticamente ai domiciliari e non si può uscire neanche per fare la spesa».
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