
Le previsioni di Lorenzo Tedici e la formazione della Heat Dome
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, segnala il ritorno dell’alta pressione africana, che sarebbe pronta a dare avvio al suo quinto attacco del 2026. La fase calda non dovrebbe protrarsi a lungo, ma potrebbe avere caratteristiche particolarmente rilevanti sulle regioni centrali e meridionali, dove si concentreranno i valori più elevati.
Alla base di questo scenario ci sarebbe una Heat Dome, letteralmente una cupola di calore: una struttura di alta pressione molto estesa e intensa, capace di comprimere e riscaldare ulteriormente l’aria negli strati inferiori dell’atmosfera. In presenza di stabilità diffusa, nuvolosità scarsa e ventilazione debole, il calore tende ad accumularsi con maggiore facilità al suolo.
Le proiezioni indicano un geopotenziale vicino ai 6mila metri alla quota di 500 hPa, un valore associato a un anticiclone particolarmente robusto. Attorno ai 1.500 metri sono attese temperature di almeno 30 °C: un dato anomalo per le latitudini italiane e un segnale della possibile intensità dell’avvezione calda in arrivo.
Va precisato che i valori in quota non coincidono automaticamente con quelli rilevati nelle città, ma rappresentano un indicatore importante. Con cieli sereni e condizioni favorevoli, l’aria calda presente in quota può tradursi in massime molto elevate nei fondovalle, nelle pianure interne e lungo le aree meno esposte alle brezze.
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