Attentato a Monaco, le piste degli investigatori
Sul movente dell’attentato a Monaco gli investigatori mantengono il massimo riserbo. Durante la conferenza stampa, il procuratore generale Stéphane Thibault ha evitato qualsiasi commento, rifiutandosi anche di confermare ufficialmente l’identità del bersaglio dell’attacco.
Come riporta il Corriere della Sera, restano aperte due principali ipotesi investigative. La prima conduce a un possibile regolamento di conti legato al mondo delle truffe dei call center, una rete di frodi finanziarie che, tra il 2019 e il 2022, avrebbe sottratto oltre 100 milioni di euro a migliaia di risparmiatori europei attraverso falsi investimenti in criptovalute e altri raggiri. Secondo fonti della polizia ucraina citate dal quotidiano, la famiglia Ermolaev sarebbe fortemente coinvolta in questo contesto.
L’altra pista, ancora tutta da verificare, riguarda invece una possibile operazione riconducibile all’Sbu, i servizi segreti ucraini. L’ipotesi investigativa è che l’attacco possa rappresentare un avvertimento nei confronti di uomini d’affari ritenuti vicini agli interessi della Russia o considerati traditori dell’Ucraina. Al momento, tuttavia, nessuna delle due ricostruzioni è stata confermata ufficialmente dagli inquirenti, mentre la priorità resta individuare il responsabile della fuga.