Meloni interviene sulla morte di Abderrahim Fakir e sui disordini
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato sui social gli avvenimenti di Bologna, richiamando la necessità di un accertamento rigoroso sul decesso di Abderrahim Fakir e condannando, nello stesso tempo, gli episodi di violenza registrati in città.
Nel suo messaggio, la premier ha separato con chiarezza la ricerca della verità sul caso dalla condotta di chi, secondo la sua valutazione, avrebbe sfruttato la mobilitazione per provocare scontri. Il riferimento è agli atti segnalati durante e dopo il corteo, con agenti, cittadini e attività del centro esposti alle conseguenze dei disordini.
“Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile. Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine”, ha scritto la Premier.
Meloni ha quindi sostenuto che la manifestazione non possa trasformarsi in un’occasione di aggressione o danneggiamento. Il passaggio si inserisce nel più ampio dibattito apertosi dopo gli scontri, mentre gli inquirenti e le autorità competenti proseguono nelle verifiche sui diversi episodi segnalati.
“Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro” ha asserito.
La presidente del Consiglio ha inoltre posto l’attenzione sul rapporto tra il confronto pubblico e la tutela degli appartenenti alle forze dell’ordine. Le sue parole arrivano in una fase particolarmente delicata, in cui l’esito degli accertamenti sulla morte del 43enne è atteso per definire un quadro completo e fondato sui fatti.
“Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. – ha concluso la Premier – Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio”.

Scontri a Bologna, la notte di tensione nel centro storico
La parte più critica della serata si è concentrata nel centro storico di Bologna, in un’area non lontana da piazza Maggiore. Dopo la conclusione del corteo, secondo le informazioni disponibili, alcuni attivisti avrebbero continuato la protesta e sarebbero seguiti contatti e lanci di oggetti contro i reparti schierati sul posto.
Il quadro ricostruito nelle ore successive riferisce di danneggiamenti in più punti della città. Tra gli episodi segnalati figurano sedie dei dehors rovesciate e biciclette del servizio di mobilità condivisa danneggiate, in un contesto che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorritori.
Almeno un mezzo comunale sarebbe stato incendiato. L’episodio ha reso necessario l’arrivo dei vigili del fuoco, chiamati a mettere in sicurezza l’area e a spegnere le fiamme. I pompieri sarebbero intervenuti anche in via Monte Grappa, dove un fumogeno avrebbe provocato un incendio all’interno di un cortile.
La successione dei fatti è ancora oggetto di ricostruzione. Le autorità sono chiamate a verificare tempi, responsabilità e dinamica delle singole condotte, distinguendo le iniziative pacifiche svolte nel corso della giornata dalle azioni che hanno prodotto feriti e danni.
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