
L’inchiesta sul caso di Pietracatella torna a concentrarsi su una serie di interrogatori considerati dagli investigatori cruciali per chiarire la dinamica della morte di madre e figlia, avvenuta in un contesto di sospetto avvelenamento da ricina. Nelle ultime ore, la Questura di Campobasso ha ascoltato per diverse ore una persona ritenuta “informata sui fatti”, nell’ambito di un’attività istruttoria che prosegue senza sosta e con il massimo riserbo.

Interrogatorio lungo e dettagliato: verifiche su tempi e movimenti
L’audizione è durata oltre quattro ore negli uffici della Squadra Mobile ed è stata impostata come confronto diretto su dichiarazioni già raccolte nelle settimane precedenti. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione i giorni immediatamente precedenti al decesso di Antonella Di Vita e della figlia Sara Di Vita, concentrandosi su movimenti, contatti e relazioni familiari e personali.
L’obiettivo principale è verificare la coerenza tra le varie versioni e individuare eventuali punti non allineati nelle testimonianze già acquisite. In questa fase non risultano provvedimenti formali a carico di persone specifiche, ma l’attività investigativa continua a muoversi in modo molto serrato.
Il nodo della “ultima cena” e la ricostruzione degli ultimi momenti
Uno degli elementi centrali dell’indagine riguarda la sera del 23 dicembre, indicata dagli inquirenti come momento chiave nella ricostruzione complessiva dei fatti. Quel pasto familiare, ribattezzato informalmente dalle cronache come “l’ultima cena”, è diventato un punto di riferimento per comprendere la possibile esposizione alla sostanza tossica.
Secondo quanto ricostruito, a tavola sarebbero stati consumati cozze avanzate da un pranzo precedente, insieme a insaccati e insalata giardiniera. In quella occasione, la figlia maggiore non era presente e in casa sarebbero rimasti soltanto i genitori e la bambina.
Gli investigatori stanno lavorando su un aspetto molto specifico: ricostruire nel dettaglio chi abbia consumato cosa e in quali quantità. Questo passaggio è considerato essenziale per verificare eventuali differenze nelle esposizioni e spiegare perché gli effetti siano stati così diversi tra i membri della famiglia.
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