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Avvelenate con la ricina, proprio lei interrogata ancora: martellata per ore

Il ruolo di Laura Di Vita e la rete familiare sotto esame

Tra le figure ascoltate più volte dagli inquirenti c’è Laura Di Vita, già interrogata in precedenza e nuovamente convocata in Questura per un secondo colloquio nel giro di pochi giorni. La sua posizione è considerata rilevante per la conoscenza diretta del contesto familiare e delle dinamiche quotidiane.

Di Vita è una parente acquisita della famiglia e vive in una palazzina situata nelle immediate vicinanze dell’abitazione delle vittime, elemento che la rende una fonte utile per ricostruire abitudini, contatti e presenze nei giorni precedenti alla tragedia. Dopo il sequestro dell’abitazione, avrebbe anche ospitato temporaneamente i familiari superstiti, un dettaglio che gli investigatori stanno valutando nel quadro complessivo delle relazioni.

L’audizione si è svolta nella forma delle sommarie informazioni, che impone di riferire con precisione ogni elemento utile alle indagini. Il lavoro degli inquirenti si concentra ora sulla verifica delle dichiarazioni rese e sulla loro compatibilità con quanto già emerso dagli altri interrogatori.

Ipotesi ricina e accertamenti medico-legali

Il caso ruota attorno all’ipotesi di un avvelenamento da ricina, sostanza altamente tossica che può provocare effetti gravi anche in dosi minime. Gli esami medico-legali hanno avviato una serie di verifiche per individuare eventuali tracce compatibili con questa sostanza nei campioni analizzati.

Un elemento ancora al centro degli approfondimenti riguarda il diverso esito clinico tra i membri della famiglia. Secondo le informazioni investigative, il padre avrebbe manifestato malori nei giorni successivi ma sarebbe risultato negativo alle analisi, mentre per la madre e la figlia non ci sarebbe stato alcun margine di intervento.

Questo aspetto è considerato particolarmente delicato perché potrebbe fornire indicazioni sulla possibile esposizione differenziata alla sostanza o su dinamiche ancora non completamente chiarite.

Le verifiche della Squadra Mobile e i prossimi passi

Gli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso stanno procedendo con una ricostruzione cronologica dettagliata degli eventi compresi tra il 23 e il 28 dicembre, periodo in cui si colloca la morte delle due vittime.

Il lavoro si basa sull’incrocio tra testimonianze, dati tecnici e verifiche sui movimenti delle persone coinvolte. L’obiettivo è definire una sequenza precisa degli eventi e ridurre al minimo i margini di incertezza ancora presenti nel fascicolo.

In questa fase non sono stati resi noti ulteriori sviluppi giudiziari, ma l’attività investigativa prosegue con nuove convocazioni e approfondimenti tecnici. Il caso di Pietracatella resta quindi al centro dell’attenzione degli inquirenti, che puntano a chiarire ogni passaggio della vicenda e a stabilire con certezza le cause del decesso di madre e figlia.

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