Madre e figlia morte a distanza di ore: la ricostruzione del giallo
La morte di madre e figlia ha profondamente colpito Pietracatella, piccolo comune del Molise, e ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. In una prima fase si era parlato di un doppio dramma familiare; gli accertamenti successivi hanno aperto uno scenario diverso, legato alla possibile ipotesi di avvelenamento.
Da allora la Procura ha avviato una ricostruzione ampia e articolata. Sono state ascoltate diverse persone che potrebbero fornire elementi utili a definire abitudini, frequentazioni e contesti nei quali si muovevano le vittime e i loro familiari. Non è possibile stabilire, allo stato attuale, quale peso avranno le singole testimonianze nella definizione del quadro investigativo.
L’audizione della persona vicina a Gianni Di Vita rappresenta quindi un ulteriore tassello, ma non chiarisce ancora i punti centrali della vicenda. Gli investigatori dovranno accertare chi abbia eventualmente avuto accesso alla sostanza, con quali modalità e per quale ragione.
Il politico sentito dagli investigatori: nessuna conferma su ruolo e contenuto
La presenza di un politico tra le persone ascoltate conferma che le indagini stanno approfondendo ogni possibile ambito utile alla ricostruzione dei fatti. Non sono emerse, però, informazioni che consentano di attribuire responsabilità o di collegare direttamente l’esponente alle morti di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
Secondo quanto riportato, il nome dell’interessato resta riservato proprio per tutelare le verifiche ancora in corso. In assenza di comunicazioni della Procura, ogni valutazione sulle ragioni dell’audizione sarebbe prematura.
Il giallo di Pietracatella resta dunque aperto. Mentre proseguono gli accertamenti della Procura di Larino, l’attenzione resta concentrata sui prossimi riscontri investigativi, dai quali potrà emergere un quadro più definito della drammatica vicenda.
