
Tra sospetti, analisi cliniche e un audio destinato a cambiare la prospettiva investigativa, il caso che ruota attorno alla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, continua a intrecciare dubbi e interrogativi sempre più complessi. Le due donne sono decedute tra il 27 e il 28 dicembre 2025, a poche ore di distanza l’una dall’altra, dopo un quadro compatibile con un’intossicazione da ricina, uno dei veleni più potenti conosciuti. Ma ora un nuovo elemento, emerso da una registrazione diffusa dal Tg1, aggiunge un tassello inatteso. Un dettaglio che riapre scenari ancora tutti da decifrare.

Indagini a Pietracatella: sotto esame legami familiari e dichiarazioni
Da alcuni giorni, le indagini sul presunto avvelenamento con ricina a Pietracatella entrano in una fase nuova, con l’attenzione degli investigatori che si concentra su rapporti familiari, movimenti e dichiarazioni rese nelle ore successive ai fatti. La ricostruzione procede attraverso verifiche puntuali e nuovi ascolti, mentre la comunità resta in attesa di riscontri tecnici e medico-legali determinanti.
Gli accertamenti hanno registrato un’accelerazione con un ulteriore approfondimento sulla posizione di Laura Di Vita, ascoltata per la terza volta dopo la morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. La donna, quarantenne e insegnante di sostegno, è stata nuovamente convocata in questura e sentita dalla squadra mobile guidata da Marco Graziano.
L’audizione, durata oltre quattro ore, è stata finalizzata a chiarire presunte incongruenze e omissioni emerse nei precedenti colloqui. Secondo quanto ricostruito, gli inquirenti avrebbero rilevato discrepanze rispetto alle versioni fornite da Gianni Di Vita e dalla figlia diciannovenne Alice, con particolare riferimento alla cena del 23 dicembre.

Il dialogo in questura e l’attenzione sulla cugina
Tra gli elementi considerati rilevanti figura una conversazione captata in una sala della questura di Campobasso durante l’attesa dell’interrogatorio del padre. A parlare sarebbero state Alice, unica figlia sopravvissuta, e Laura, cugina indicata come una figura di riferimento per la giovane.
Proprio da questo scambio “ascoltato” sarebbero emersi dettagli che avrebbero contribuito a orientare ulteriormente l’attenzione investigativa sulla donna. Il legame tra Laura e Gianni viene descritto come particolarmente stretto: secondo quanto riportato, la cugina avrebbe ospitato nella propria abitazione lui e la nipote, in una casa situata di fronte a quella dove, sempre secondo l’ipotesi investigativa, qualcuno avrebbe fatto ingerire alle vittime la sostanza letale.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva