Insufficienza multiorgano: reni e polmoni compromessi nel quadro clinico
Il report indica anche la presenza di una insufficienza multiorgano, con un coinvolgimento severo dei reni e segni di compromissione a carico del fegato e di uno dei polmoni. Secondo la valutazione clinica riportata, questa combinazione di disfunzioni risulterebbe incompatibile con un nuovo trapianto, sia singolo sia combinato.
In merito agli effetti di un supporto prolungato, il cardiochirurgo Carlo Pace Napoleone, direttore della cardiochirurgia pediatrica del Regina Margherita di Torino, ha spiegato che l’impiego dell’Ecmo oltre due o tre settimane può determinare effetti collaterali particolarmente rilevanti, soprattutto nei pazienti più fragili. Nel documento, l’insieme di emorragia, infezione e compromissione degli organi vitali viene associato a una prognosi “estremamente sfavorevole”.
Prospettive cliniche e criteri di assegnazione degli organi per il trapianto
Nel quadro complessivo emerge anche il tema della scarsità di donazioni di cuore, che richiede criteri rigorosi nell’individuazione dei pazienti candidabili al trapianto, con l’obiettivo di destinare gli organi disponibili a chi presenta possibilità concrete di sopravvivenza.
Intanto i sanitari continuano il monitoraggio del bambino ricoverato al Monaldi, mentre il supporto dell’Ecmo resta essenziale per mantenere le funzioni vitali in un contesto clinico definito dagli specialisti come altamente complesso.