
Bassetti lancia l’allarme: “Cosa accadrà a Gennaio”, ospedali in tilt – Non c’è solo l’influenza a tenere a letto migliaia di italiani. Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, traccia un quadro complesso sulla circolazione dei virus stagionali, che in queste settimane stanno mettendo sotto pressione il sistema sanitario. «Oggi convivono tantissimi virus diversi dall’influenza A e B al virus respiratorio sinciziale, passando per rinovirus, adenovirus e metapneumovirus umano. A questo si aggiunge una circolazione contemporanea di batteri come il pneumococco», spiega. Il risultato è evidente: «Stiamo osservando un aumento importante dei casi di polmonite ed è verosimile che gennaio sarà un mese molto pesante per le forme respiratorie».

Bassetti lancia l’allarme: “Cosa accadrà a Gennaio”, ospedali in tilt
Secondo Bassetti, la situazione è destinata a peggiorare. «L’influenza continuerà a colpire duro. Aspettiamo i dati ufficiali dell’Istituto superiore di sanità, ma con il ritorno a scuola è quasi certo un aumento dei contagi». Il quadro non riguarda solo l’Italia: «Sarà un inverno impegnativo in tutto il mondo. Negli Stati Uniti si sta vivendo la peggior stagione influenzale degli ultimi 25 anni. Lo stesso accade in Sud America e in diversi Paesi europei». Il 2025, sottolinea l’infettivologo, è stato segnato da una circolazione simultanea di molti virus, un fenomeno che amplifica l’impatto sui servizi sanitari.

I sintomi e la durata dell’influenza
L’influenza si distingue nettamente dal comune raffreddore per l’esordio improvviso e per il coinvolgimento generale dell’organismo. I sintomi tipici includono febbre alta, spesso superiore ai 38 gradi, brividi, dolori muscolari e articolari diffusi. A questi si aggiungono tosse secca, mal di gola e una stanchezza intensa che può risultare debilitante. In genere, dopo un’incubazione di circa due giorni, i disturbi raggiungono rapidamente il picco per poi attenuarsi. Nella maggior parte dei casi la fase acuta si risolve entro una settimana, anche se tosse e senso di spossatezza possono protrarsi più a lungo.
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