Agenzia Ma.De e presunto sistema di incontri: come avrebbe funzionato l’organizzazione
Secondo gli atti e le testimonianze raccolte, l’agenzia avrebbe operato come intermediario strutturato, con una gestione centralizzata dei contatti. Salamone, in base a quanto emerge dai verbali, avrebbe inviato cataloghi fotografici ai clienti per consentire la scelta delle ragazze da far partecipare agli eventi.
Nel periodo della pandemia, i pagamenti legati a queste serate sarebbero stati rilevanti: le somme, in contanti, sarebbero state comprese tra 10 mila e 15 mila euro per singolo evento, con un’ulteriore quota di circa mille euro per l’uso esclusivo di suite private. Le ipotesi di reato che, secondo quanto riportato, resterebbero al vaglio riguardano sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, anche in relazione al supporto logistico: alloggi, autisti e gestione delle prenotazioni per gli spostamenti.
La posizione della giovane: le dichiarazioni in procura
Un passaggio centrale riguarda le dichiarazioni della giovane che, nell’impostazione accusatoria originaria, avrebbe avuto rapporti con il calciatore quando non era ancora maggiorenne. La ragazza, che all’epoca dei fatti contestati aveva diciassette anni e otto mesi e oggi ha ventiquattro anni, si è recata in procura a Milano insieme al padre per rendere dichiarazioni alla procuratrice aggiunta Bruna Albertini.
Secondo quanto riferito, la giovane ha negato di aver svolto attività di escort e di aver ricevuto denaro da Bastoni. Ha riconosciuto la conoscenza e un incontro intimo, ma ha respinto l’idea di essere stata pagata. Attualmente lavorerebbe nel settore dell’immagine tra Milano e Dubai e avrebbe limitato l’accesso ai propri profili social per ragioni di riservatezza.
Un’ulteriore testimone ascoltata a verbale avrebbe inoltre riferito che, in alcuni casi, le ragazze partecipavano alle serate per frequentare calciatori noti, ricevendo talvolta regali o cene offerte, oppure prendendo parte agli incontri senza compensi.