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Benzina a secco, code ai distributori e rischio blocco: è allarme

Proteste e blocco dell’autotrasporto: cosa succede da venerdì

La crisi dei carburanti si intreccia con le mobilitazioni di autotrasportatori e agricoltori, ai quali si sono aggiunti anche i pescatori. Le proteste sono legate soprattutto all’aumento dei costi energetici e alle difficoltà economiche che stanno colpendo diversi settori produttivi.

Per venerdì 16 ottobre sono previsti nuovi presidi e iniziative di protesta da parte degli agricoltori e degli operatori del comparto, intenzionati a richiamare l’attenzione del Governo sul caro carburante e sui rincari dei costi di produzione.

Le categorie coinvolte denunciano una situazione sempre più difficile da sostenere, con il prezzo del gasolio che incide pesantemente sui bilanci delle imprese e una crisi del mercato che continua a mettere sotto pressione l’intera filiera.

Tra i punti individuati per i presidi figurano il Porto di Gioia Tauro, l’area aeroportuale di Lamezia Terme, la rotonda dello Scalo di San Marco Argentano e la zona dei depositi di carburante a Vibo Marina. Altre mobilitazioni sono previste tra Rende e Montalto Uffugo, oltre che nelle aree ionica e tirrenica del Cosentino.

I 15 milioni della Regione non bastano a placare le proteste

Nel tentativo di fronteggiare le difficoltà, la Giunta regionale ha approvato un intervento straordinario da 15 milioni di euro destinato a sostenere le imprese e i lavoratori calabresi maggiormente penalizzati dall’aumento dei costi dei carburanti.

La misura, tuttavia, non sembra aver dissipato le preoccupazioni delle categorie interessate. Secondo gli operatori coinvolti nelle proteste, le risorse stanziate non sarebbero sufficienti a risollevare le aziende e a compensare le conseguenze dei rincari.

Le mobilitazioni proseguono quindi mentre la situazione della distribuzione resta delicata e gli automobilisti devono fare i conti con la possibilità di trovare pompe senza carburante. L’eventuale aggravarsi dei blocchi e delle difficoltà logistiche potrebbe avere ripercussioni non soltanto sui trasporti, ma anche sulle attività agricole, commerciali e produttive della regione.

Quanto costa fare rifornimento in Calabria: i prezzi del 15 ottobre

A rendere ancora più pesante il quadro sono i prezzi medi dei carburanti rilevati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la giornata di giovedì 15 ottobre. I valori comunicati per la Calabria sono i seguenti:

  • Gasolio self-service: 2,275 euro al litro.
  • Benzina self-service: 2,054 euro al litro.
  • GPL servito: 0,818 euro al litro.
  • Metano servito: 1,943 euro al chilogrammo.

Con il diesel oltre i 2,27 euro al litro e la benzina sopra i 2 euro, il costo dei rifornimenti pesa ulteriormente su famiglie e imprese. Intanto, tra stazioni di servizio rimaste a secco, code e presidi annunciati, l’attenzione resta concentrata sulle conseguenze che le proteste e le possibili interruzioni delle forniture potrebbero avere nei prossimi giorni.

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