I Figli delle Stelle e il richiamo alle origini
Tra i gruppi che hanno dato voce al dissenso verso il nuovo corso figura quello dei “Figli delle Stelle”, composto da militanti che durante l’ultima assemblea di “Nova” avevano contestato l’indirizzo assunto dal Movimento. Sui social il gruppo ha diffuso un’immagine con i cinque astri e un logo pirata ispirato all’anime One Piece, accompagnata dalla frase: «E forse è solo l’inizio». La pubblicazione è stata interpretata come un segnale rivolto agli attivisti che chiedono un recupero dello spirito originario.
Nel messaggio viene richiamata una generazione «cresciuta con l’idea che la politica possa essere partecipazione, rete, coraggio e cambiamento». L’invito è a non abbandonare l’impegno politico e a riportare al centro un metodo che valorizzi le decisioni condivise. Secondo questa impostazione, i cinque astri devono tornare a brillare, espressione che riassume la volontà di rimettere in discussione l’attuale assetto del Movimento senza ridurre il confronto a una disputa tra singoli dirigenti.
La distanza tra le varie anime pentastellate si lega anche alla gestione interna. I critici di Conte contestano un’organizzazione ritenuta troppo concentrata sul vertice e meno permeabile alle istanze territoriali rispetto al passato. I sostenitori dell’attuale presidente, invece, evidenziano la necessità di una guida stabile dopo le fasi più difficili attraversate dal M5S, comprese le scissioni, i cambi di collocazione politica e il passaggio dall’esperienza di governo a quella di opposizione.
Liste elettorali, ex esponenti e limite dei mandati
La possibile iniziativa di Grillo avrebbe implicazioni anche per la formazione delle future liste elettorali. Alcuni militanti chiedono spazio per «chi non si è mai rassegnato alla politica dei palazzi», formula che chiama in causa sia gli attivisti rimasti lontani dai ruoli istituzionali sia gli ex rappresentanti del Movimento alla ricerca di una nuova collocazione. Il tema è particolarmente sensibile perché la scelta dei candidati è sempre stata uno dei punti centrali dell’identità pentastellata.
Secondo le ricostruzioni circolate negli ambienti vicini al fondatore, Grillo non sarebbe orientato a reinserire automaticamente i volti più noti delle precedenti stagioni. L’indicazione che arriverebbe da San Fruttuoso sarebbe quella di evitare il semplice ritorno delle vecchie figure. Tra i nomi citati nel dibattito c’è anche Virginia Raggi, che negli ultimi mesi ha partecipato a iniziative di Conte ed è stata vista accanto all’ex presidente del Consiglio alla presentazione del suo ultimo libro, senza che questo comporti indicazioni su eventuali candidature.
Il riavvicinamento di alcuni ex parlamentari alla politica attiva si inserisce nel contesto del superamento del limite dei due mandati, regola che per lungo tempo ha caratterizzato il Movimento e che ha escluso numerosi eletti dalla possibilità di ricandidarsi. Con l’avvicinarsi delle politiche, il mutamento delle regole può riaprire prospettive per diversi esponenti storici. Proprio questo rende più complesso distinguere tra chi chiede un rinnovamento effettivo e chi punta a tornare nelle istituzioni dopo una fase di assenza.
Un eventuale progetto promosso da Grillo dovrebbe dunque misurarsi con un rischio preciso: essere percepito come un’operazione legata alla nostalgia degli anni iniziali. Le informazioni disponibili indicano invece l’intenzione di cercare una nuova classe dirigente, senza trasformare l’iniziativa in un recupero indiscriminato delle esperienze passate. L’obiettivo dichiarato dagli ambienti che sostengono questa prospettiva sarebbe individuare persone con competenze specifiche e un rapporto concreto con i territori.
Piattaforma, candidature e regole della partecipazione
La selezione dei candidati rappresenterebbe uno snodo essenziale. L’attenzione sarebbe rivolta a giovani professionisti, imprenditori dell’Ict, esperti, lavoratori qualificati ed esponenti della società civile, con l’idea di cercare figure esterne ai tradizionali percorsi della politica. In un sistema elettorale nel quale l’eventuale ritorno delle preferenze renderebbe ancora più importante la riconoscibilità dei candidati, la costruzione delle liste richiederebbe tempi, organizzazione e radicamento.
Un altro elemento riguarda gli strumenti digitali. Stando a quanto riferito da persone vicine a Grillo, la nuova piattaforma non dovrebbe essere controllata da un solo soggetto, ma gestita da più soggetti. Il riferimento è alle criticità emerse nella storia del Movimento intorno alla gestione delle piattaforme online, alla certificazione delle votazioni e all’equilibrio tra partecipazione degli iscritti e poteri organizzativi.
La linea indicata sarebbe quella di evitare nuovi personalismi e di non costruire un’organizzazione dipendente da un’unica figura. In questo quadro si colloca anche il messaggio, rivolto in modo critico alla fase attuale del M5S, sintetizzato nella formula mai più un altro “Giuseppi”. L’espressione richiama Giuseppe Conte, ma fotografa soprattutto una disputa più ampia sulla natura del Movimento: struttura guidata da una leadership forte oppure soggetto politico con una maggiore distribuzione delle decisioni.
Resta da definire il ruolo degli attivisti meno conosciuti che hanno continuato a sostenere le battaglie delle origini pur senza incarichi pubblici. La scelta, secondo le ricostruzioni, spetterebbe a Grillo e non prevederebbe automatismi né corsie preferenziali. Il principio richiamato è quello fondativo di «uno vale uno». L’eventuale ritorno del fondatore sarà quindi valutato non solo attraverso il tema del simbolo o delle candidature, ma anche sulla capacità di tradurre quel principio in regole concrete, partecipazione verificabile e un progetto politico riconoscibile.