Maltempo sull’Italia con temporali e grandine fino al Sud
Il peggioramento non resterà confinato al Settentrione. Dopo i primi segnali registrati tra Piemonte, Lombardia e Veneto, l’instabilità è destinata ad estendersi rapidamente a tutte le regioni dal Lazio in su, coinvolgendo gran parte del Centro Italia.
A spiegare la portata del cambiamento è Bernardo Gozzini, direttore del consorzio Lamma del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che sottolinea come il Paese stia entrando in una fase di maggiore dinamicità atmosferica. «E’ in arrivo un cambiamento sostanziale rispetto a quanto abbiamo visto finora», osserva il meteorologo, spiegando che la perturbazione rappresenta «la rottura di una lunga estate».
Il momento più delicato è atteso proprio durante il passaggio del fronte perturbato, quando lo scontro tra aria fredda e aria calda potrà alimentare celle temporalesche molto organizzate. «Temporali intensi e non si escludono colpi di vento e grandinate: sarà una situazione da seguire in ciascuna regione», avverte ancora Gozzini.
Da giovedì il maltempo si sposterà ulteriormente verso le regioni tirreniche e il Mezzogiorno. Le precipitazioni interesseranno Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, mentre Lazio, Toscana e Marche continueranno a fare i conti con piogge e temporali. Solo il Nord-Ovest, in particolare Piemonte e parte della Lombardia, potrà assistere a un graduale ritorno del sole.

Caldo in ritorno dopo la rottura dell’estate secondo Giuliacci
Se l’immediato protagonista sarà il maltempo, lo scenario di settembre resta tutt’altro che definitivo. I meteorologi invitano infatti a distinguere tra la fine dell’estate meteorologica e quella astronomica, prevista con l’equinozio del 23 settembre.
Secondo Andrea Giuliacci di Meteo.it, questa perturbazione segna la conclusione dei lunghi periodi dominati dall’anticiclone, ma non esclude un nuovo rialzo termico nelle prossime settimane. «Nella seconda metà di settembre sono probabili ancora giornate tipicamente estive, ma possiamo dire di esserci lasciati alle spalle i lunghi periodi soleggiati e caldi. Secondo le prime proiezioni, in settembre le perturbazioni cominceranno ad attraversare il Paese con regolarità».
Il meteorologo richiama anche l’attenzione su un dato climatico destinato a far discutere: l’estate appena conclusa potrebbe aver superato perfino il celebre 2003, finora considerato l’anno della stagione estiva più calda mai registrata in Italia. «Lo sapremo a breve», afferma Giuliacci, aggiungendo: «Sicuramente le estati 2003 e 2026 sono state le più calde nel nostro Paese».
Il risultato è un settembre che si apre con due volti opposti: da una parte l’irruzione dell’Atlantico con allerta meteo, grandine e nubifragi, dall’altra la concreta possibilità che, una volta esaurita questa fase perturbata, il caldo torni ancora a farsi sentire su diverse regioni italiane.