Crisi climatica, l’attacco al governo Meloni
La provocazione sul Po diventa così l’occasione per un attacco politico più ampio. Nel mirino di Bonelli finiscono le scelte economiche del governo e, in particolare, il rapporto tra le risorse destinate alle politiche climatiche e quelle previste per la difesa.
Il parlamentare mette sul tavolo numeri molto rilevanti, sostenendo che il Piano sociale per il clima avrebbe ricevuto finanziamenti che, a suo giudizio, non sarebbero adeguati alla portata dell’emergenza. Il confronto viene poi fatto con le risorse destinate alla spesa militare nei prossimi anni.
“Le priorità di questo governo sono evidenti: hanno finanziato il Piano sociale per il clima con appena 9,3 miliardi di euro per sei anni, mentre nei prossimi nove anni spenderanno 1.063 miliardi di euro per le spese militari, di cui 498 miliardi aggiuntivi per raggiungere il 5% del Pil. Mentre l’Italia si prosciuga, per affrontare la crisi climatica non ci sono risorse, ma per le armi sì”, denuncia Bonelli.
Il tema sollevato dal leader di Europa Verde è quindi quello delle priorità della politica pubblica. La sua contestazione parte dal livello del Po, ma si allarga rapidamente alla capacità dell’Italia di prepararsi agli effetti degli eventi climatici estremi, dalla gestione dell’acqua alla prevenzione del dissesto e alla manutenzione delle infrastrutture.


Siccità in Italia, cosa chiede Bonelli al governo
Dietro la singolare fotografia dell’ombrellone sul letto del Po c’è una richiesta politica precisa. Bonelli chiede infatti un cambio di passo nella gestione dell’emergenza climatica e indica alcuni interventi che, secondo lui, dovrebbero essere considerati prioritari.
Il deputato chiede al governo “di interrompere il climafreghismo, finanziare immediatamente il Piano nazionale di adattamento climatico e intervenire sulle reti idriche colabrodo, sulla tutela dei fiumi e sulla sicurezza dei territori“.
Il riferimento alle reti idriche porta la discussione su un problema che va oltre la fotografia del momento. La disponibilità effettiva dell’acqua non dipende infatti soltanto dalla quantità presente nei fiumi, ma anche dalla capacità delle infrastrutture di conservarla e distribuirla senza sprechi. Per Bonelli, proprio questo dovrebbe essere uno dei terreni principali su cui intervenire davanti a periodi di caldo intenso e a una maggiore pressione sulle risorse idriche.
La provocazione del Po trasformato in una improbabile spiaggia, con tanto di ombrellone e sedia da mare, punta così a rendere immediatamente visibile una questione che rischia altrimenti di rimanere confinata a numeri, bollettini e immagini satellitari. Il messaggio politico di Bonelli è netto: mentre il fiume mostra i segni della scarsità d’acqua, secondo il deputato il governo dovrebbe mettere la crisi climatica, l’adattamento e la sicurezza del territorio più in alto nella propria agenda.