
Un’esplosione avvenuta nella notte ha colpito la sinagoga, causando rilevanti danni materiali ma senza feriti. Le autorità hanno avviato accertamenti sull’accaduto e l’episodio viene trattato come un atto criminale, con attenzione anche alla possibile matrice antisemita.
Il boato, registrato intorno alle 4 del mattino, ha svegliato diversi residenti della zona. Secondo quanto riportato dai media, l’esplosione ha interessato l’area dell’ingresso principale del luogo di culto, danneggiando la facciata e mandando in frantumi parte delle vetrate.

Esplosione alla sinagoga di Liegi: danni anche agli edifici vicini
L’esplosione dell’ordigno è avvenuta davanti alla sinagoga di Rue Léon Frédéricq a Liegi, in Belgio. L’onda d’urto avrebbe raggiunto anche gli immobili circostanti. Alcuni abitanti del quartiere hanno riferito di aver riscontrato vetri rotti e infissi danneggiati nelle abitazioni che si affacciano sulla stessa strada della sinagoga.
Un residente che vive di fronte all’edificio ha descritto effetti immediati sulla facciata della propria casa. In base al racconto, l’ordigno sarebbe stato posizionato in prossimità dell’entrata, con conseguenze visibili anche sulle finestre degli edifici adiacenti.
La vetrata principale risulta distrutta, mentre altre componenti dell’accesso hanno riportato danni significativi. Al momento dell’esplosione la sinagoga era vuota, circostanza che ha evitato conseguenze alle persone.

Ipotesi di aggressione antisemita: la posizione delle istituzioni
Le autorità locali hanno inquadrato l’episodio come un atto criminale contro un luogo di culto. Il sindaco di Liegi ha indicato l’accaduto come una possibile aggressione antisemita, esprimendo condanna e assicurando collaborazione per l’identificazione dei responsabili.
Da parte dell’amministrazione comunale è stato evidenziato come un gesto del genere colpisca la comunità ebraica e, più in generale, i principi di convivenza e rispetto reciproco richiamati come valori della città.
Le istituzioni municipali hanno inoltre ribadito che manifestazioni di odio religioso o etnico non devono trovare spazio nella vita pubblica.
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