
“Brogli sul voto”. Le voci sono assillanti: si preannuncia un terremoto politico. Alla vigilia di un appuntamento elettorale considerato decisivo per gli equilibri interni, il clima politico nel cuore dell’Europa è segnato da tensione e accuse incrociate. Il premier, tramite il suo portavoce, ha puntato il dito contro il funzionamento di Facebook, sostenendo che l’algoritmo stia agendo per «lavorare contro i partiti governativi». Al centro dello scontro c’è anche la crescita del leader di opposizione, che ha rafforzato la propria visibilità proprio attraverso le piattaforme digitali.

Lo spettro dei brogli elettorali e le denunce preventive
Le dichiarazioni del governo collegano l’attuale fase politica all’impatto dei social. Secondo quanto riportato, il Premier ritiene che la comunicazione online stia incidendo in modo significativo sulla campagna elettorale, contribuendo alla rapida affermazione del leader dell’opposizione Peter Magyar e mettendo sotto pressione il sistema di potere di Fidesz.
Il premier ha inoltre affidato a un post su Facebook nuove accuse nei confronti dell’avversario politico, definendo la situazione come un «tentativo organizzato di usare il caos, la pressione e la demonizzazione internazionale per mettere in discussione la decisione del popolo ungherese». Nello stesso intervento ha parlato di un presunto coinvolgimento di «servizi di intelligence stranieri».
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