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Bus si schianta contro un camion in autostrada: un morto e 20 feriti

Bilancio dei feriti e condizioni cliniche

La vittima dell’incidente è infatti l’autista del bus, che sarebbe deceduto sul colpo a causa della forza dello scontro. Nonostante l’intervento rapido dei soccorritori e l’immediata attivazione delle procedure di emergenza, per l’uomo non è stato possibile alcun tentativo di rianimazione efficace.

Il numero complessivo dei feriti è stimato in circa 20 persone, tra cui diversi passeggeri del pullman e occupanti delle autovetture coinvolte. Alcuni dei feriti sono in condizioni gravi, con traumi cranici, lesioni agli arti e politraumi che hanno richiesto un inquadramento medico immediato e specialistico.

Le strutture ospedaliere dell’area genovese hanno attivato in breve tempo i protocolli di maxi emergenza, per accogliere in sicurezza l’elevato numero di pazienti provenienti dal tratto dell’autostrada. I feriti sono stati classificati principalmente in codice rosso e codice giallo, a seconda della gravità delle lesioni riscontrate al momento del primo soccorso sul posto.

Dramma sulla A26, come stanno le persone coinvolte

La tragedia è avvenuta in Liguria, lungo il tracciato dell’autostrada A26 compreso nel territorio comunale di Mele, in provincia di Genova. Le persone coinvolte nell’incidente sono state trasferite in più presidi ospedalieri della città di Genova e del ponente ligure, in modo da distribuire il carico assistenziale e garantire cure tempestive. L’obiettivo principale della rete sanitaria è stato quello di stabilizzare i feriti più gravi e procedere rapidamente con esami diagnostici mirati, quali TAC, radiografie e accertamenti specialistici.

Tra i pazienti trasportati in codice rosso figurano alcuni dei passeggeri che occupavano i sedili anteriori dell’autobus, maggiormente esposti alle conseguenze del violento urto contro il camion. Per loro sono stati necessari interventi più complessi, anche in sala operatoria, oltre a una stretta sorveglianza in reparti di terapia intensiva o subintensiva.

Ospedali coinvolti e gestione dell’emergenza sanitaria

I feriti sono stati smistati nei principali ospedali del capoluogo ligure: l’ospedale San Martino, l’ospedale Villa Scassi, l’ospedale Galliera e l’ospedale Evangelico di Voltri. Ogni struttura ha contribuito a prendere in carico una parte dei pazienti, secondo le disponibilità dei pronto soccorso e dei reparti specialistici in quel momento.

Presso il San Martino sono stati concentrati i casi più critici, grazie alla presenza di reparti di emergenza-urgenza ad alta specializzazione e di unità di terapia intensiva in grado di gestire politraumi complessi. All’ospedale Villa Scassi, punto di riferimento per il ponente genovese, sono stati invece ricoverati numerosi pazienti in codice giallo e alcuni in codice rosso.

L’ospedale Galliera si è occupato di parte dei feriti con traumi meno gravi, mentre l’ospedale Evangelico di Voltri ha fornito ulteriore supporto per l’assistenza immediata ai passeggeri e agli automobilisti coinvolti nel sinistro. In tutte le strutture sono stati attivati team multidisciplinari composti da medici di pronto soccorso, chirurghi, ortopedici, anestesisti e personale infermieristico dedicato.

La rapida attivazione dei piani di emergenza interni agli ospedali ha consentito di ridurre i tempi di attesa e di eseguire rapidamente triage, valutazioni cliniche e interventi necessari. Le autorità sanitarie regionali sono rimaste in contatto costante con il 118 e con le direzioni dei presidi ospedalieri per monitorare l’evoluzione del quadro clinico generale dei feriti.

Intervento dei soccorsi sul luogo dell’incidente

Immediatamente dopo le prime segnalazioni, sul tratto di A26 interessato dall’incidente sono arrivate due automediche del 118 e quattro ambulanze, che hanno garantito l’assistenza sanitaria iniziale alle persone coinvolte. Contestualmente sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco dei distaccamenti di Multedo e Ovada, impegnate nelle manovre di estricazione dai mezzi e nella messa in sicurezza dell’area.

I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per liberare i passeggeri rimasti bloccati all’interno dell’autobus e delle autovetture, utilizzando attrezzature specifiche per il taglio delle lamiere e la rimozione delle parti deformate. Le operazioni sono state svolte con la massima cautela, per evitare di aggravare le condizioni dei feriti e consentire ai sanitari di prestare soccorso in sicurezza.

La polizia stradale di Ovada è intervenuta sul posto per coordinare i rilievi e gestire la viabilità in un tratto autostradale completamente bloccato dai mezzi incidentati e dai veicoli di soccorso. Gli agenti hanno circoscritto l’area, disposto le chiusure necessarie e avviato le prime attività di indagine sulla dinamica dell’incidente.

Fondamentale è stato anche il contributo del personale del Tronco 1 di Genova di Autostrade per l’Italia, che ha collaborato alla gestione operativa dell’evento. I tecnici hanno provveduto alla posa della segnaletica di emergenza, alla delimitazione della zona interessata dal sinistro e al supporto logistico per le forze dell’ordine e i soccorritori impegnati lungo la carreggiata.

Viabilità in tilt e chiusura del tratto autostradale

A causa dell’incidente, il traffico sulla A26 è stato completamente interrotto all’altezza del chilometro 9, in un punto nevralgico per i collegamenti tra il Piemonte, la Liguria e il nodo autostradale di Genova. La densità di mezzi pesanti e veicoli leggeri in transito, nonostante l’orario serale, ha provocato code e rallentamenti significativi in entrambe le direzioni.

Per consentire le operazioni di soccorso e la successiva rimozione dei mezzi incidentati, l’autostrada A26 è stata chiusa a Masone in direzione Genova Voltri. I veicoli già presenti sul tratto compreso tra il luogo dell’incidente e i caselli successivi sono stati progressivamente fatti defluire, mentre agli ingressi autostradali sono stati predisposti percorsi alternativi.

Autostrade per l’Italia ha invitato gli automobilisti diretti verso Genova o Savona a utilizzare la D26 Diramazione Predosa-Bettole e a proseguire lungo l’A7 Serravalle-Genova, instradando così il traffico su arterie differenti per alleggerire il carico sulla tratta interessata dal blocco. I pannelli a messaggio variabile lungo la rete autostradale sono stati aggiornati con le indicazioni utili agli utenti.

La completa riapertura del tratto autostradale è stata possibile solo dopo diverse ore, una volta conclusi i rilievi tecnici, il recupero del camion, dell’autobus e delle autovetture, nonché le operazioni di pulizia della carreggiata da detriti e materiali dispersi. Il ripristino della normale circolazione è avvenuto in modo graduale, per garantire le condizioni minime di sicurezza stradale.

Accertamenti in corso e attenzione sulla sicurezza stradale

La polizia stradale sta proseguendo con gli accertamenti per definire nel dettaglio la dinamica del sinistro e le relative responsabilità. Saranno analizzati i rilievi planimetrici effettuati sul posto, le testimonianze dei passeggeri e degli automobilisti, eventuali filmati delle telecamere presenti lungo il tratto autostradale e le condizioni dei veicoli coinvolti.

Particolare attenzione sarà riservata al restringimento di carreggiata presente nel tratto in cui è avvenuto l’impatto, alle condizioni del manto stradale, alla segnaletica verticale e orizzontale e all’illuminazione dell’area, elementi che potrebbero aver inciso sulla percezione degli ostacoli da parte dei conducenti. Saranno inoltre verificati i tempi di reazione e la velocità dei mezzi al momento dello scontro.

La gravità dell’episodio riporta al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza stradale sulle principali arterie del Paese, in particolare nei tratti interessati da cantieri, restringimenti o condizioni strutturali complesse. L’obiettivo delle indagini è fare piena luce sulle cause dell’incidente, per individuare eventuali criticità e prevenire il ripetersi di eventi analoghi.

In attesa delle conclusioni ufficiali delle autorità competenti, la tragedia avvenuta lungo l’autostrada A26 resta un episodio di forte impatto per la comunità locale e per tutti gli utenti che quotidianamente percorrono questo importante asse viario, confermando la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione sulla sicurezza e sul rispetto delle norme di circolazione.

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