
Il caldo estremo che sta colpendo l’Italia non è più un episodio isolato né un’anomalia destinata a sparire in pochi giorni. Per il climatologo Luca Mercalli, le ondate di calore sempre più frequenti rappresentano il segnale evidente di una crisi destinata a peggiorare senza un taglio concreto delle emissioni di gas serra.
L’allarme riguarda il presente e, soprattutto, gli anni che verranno. Mercalli definisce il cambiamento climatico «il più grande problema della storia dell’umanità» e richiama l’attenzione sul rischio di dimenticare l’emergenza appena le temperature inizieranno a scendere.

Caldo estremo in Italia: l’allarme di Luca Mercalli
Secondo il climatologo, la preoccupazione non dovrebbe emergere soltanto nelle giornate più soffocanti. Il riscaldamento globale continua infatti ad avanzare anche quando l’emergenza sembra meno visibile, con effetti che coinvolgono città, salute e condizioni di vita quotidiane.
Mercalli ricorda che gli esperti segnalano l’aumento di intensità e frequenza delle ondate di calore almeno dall’estate del 2003. Di fronte a periodi di caldo africano sempre più ricorrenti, dunque, non sarebbe più corretto parlare di sorpresa: il nodo centrale resta intervenire sulle cause.

Riduzione delle emissioni e città più resilienti
La risposta alla crisi climatica, spiega Mercalli, deve procedere su due piani distinti ma collegati: la mitigazione e l’adattamento. Il primo obiettivo riguarda il contenimento delle emissioni attraverso fonti rinnovabili, risparmio energetico, mobilità elettrica e investimenti nella green economy.
Il secondo fronte riguarda invece la capacità di rendere i centri urbani meno esposti agli effetti delle estati torride e degli eventi meteorologici intensi. Una sfida che richiede interventi strutturali e una pianificazione costante.
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