Verde urbano e rifugi climatici contro le temperature elevate
Tra le misure indicate figurano il potenziamento del verde urbano, la realizzazione di rifugi climatici destinati soprattutto alle persone fragili e scelte urbanistiche capaci di attenuare l’impatto delle temperature elevate.
Mercalli sottolinea che il cambiamento climatico viene spesso affrontato solo nel pieno delle emergenze. Per il climatologo, invece, gli impegni fissati negli accordi internazionali sul clima dovrebbero essere applicati con continuità, senza attendere nuovi picchi di calore.

Settembre sarà ancora caldo? Le previsioni di Mercalli
Sull’ipotesi di un settembre con temperature eccezionalmente alte, Mercalli invita a non trarre conclusioni premature. La previsione meteorologica, spiega, non può essere considerata affidabile oltre un orizzonte di circa dieci giorni.
Qualunque scenario riferito a uno o due mesi di distanza, quindi, resterebbe soltanto un’ipotesi priva di basi previsionali sufficientemente solide. Il punto, però, è un altro: il fenomeno delle temperature record non può più essere ignorato.
Rischi per la salute: aumentano le vittime del caldo
Il climatologo richiama inoltre il pericolo dell’assuefazione al caldo estremo. Il corpo umano possiede limiti fisiologici precisi e, oltre determinate soglie, lo stress termico può provocare conseguenze gravi, fino alla morte.
Secondo Mercalli, il numero delle vittime associate alle alte temperature è destinato a crescere. Si tratta di dati che vengono spesso elaborati e pubblicati mesi più tardi, quando l’attenzione collettiva sull’emergenza si è già ridotta.
Cambiamento climatico, la svolta richiesta da Mercalli
Non esiste una misura semplice o immediata in grado di invertire la tendenza. Per Mercalli, la risposta passa da una trasformazione profonda dei sistemi energetici, economici e produttivi, insieme a una riduzione effettiva delle emissioni.
Solo interventi concreti e duraturi, conclude il climatologo, potranno offrire basi reali per guardare al futuro con maggiore fiducia. Fino ad allora, l’allarme sul riscaldamento globale resta aperto.