
Il caldo non ha ancora intenzione di lasciare spazio a una vera tregua. L’Italia si prepara ad affrontare altri giorni difficili, con temperature elevate e un’umidità che renderà il clima ancora più pesante. La svolta, però, potrebbe iniziare a intravedersi più avanti, con tempi diversi da Nord a Sud.

Caldo africano, l’anticiclone resiste sull’Italia fino a Ferragosto
L’ondata di caldo africano continuerà a dominare gran parte del Paese almeno nei prossimi giorni. L’anticiclone africano, infatti, resterà ben saldo sul Mediterraneo, alimentando una fase caratterizzata da temperature molto elevate e soprattutto da tassi di umidità capaci di aumentare il disagio percepito.
«Sicuramente questo caldo andrà avanti almeno fino a domenica, con l’anticiclone africano che resta ben saldo sull’Italia portando con sé elevati tassi di umidità», ha spiegato Franca Mangianti, presidente dell’Associazione Edmondo Bernacca Onlus e storica responsabile dell’osservatorio meteorologico del Collegio Romano.
La situazione sarà particolarmente delicata nelle grandi città, dove il calore accumulato durante il giorno faticherà a disperdersi anche nelle ore notturne. Roma, Firenze, Napoli e Palermo si preparano a vivere giornate ancora caratterizzate da condizioni di allerta elevata, con valori massimi tra 35 e 38 gradi e un forte carico di afa.

Caldo africano e blocco atmosferico: perché l’afa non molla la presa
Dietro questa lunga fase di stabilità c’è una configurazione atmosferica particolarmente resistente. La massa d’aria rovente presente sul bacino del Mediterraneo è infatti legata a un imponente campo di alta pressione che impedisce alle perturbazioni atlantiche di raggiungere facilmente l’Italia.
I meteorologi parlano del cosiddetto “blocco a omega”, una struttura in cui l’anticiclone resta praticamente fermo, circondato ai lati da aree di bassa pressione. Questo schema devia verso il Nord Europa i sistemi perturbati provenienti dall’Atlantico, lasciando il Mediterraneo sotto l’influenza delle correnti calde provenienti dal Sahara.
L’effetto è quello di un vero e proprio “forno atmosferico”: l’aria che scende dagli strati superiori dell’atmosfera si comprime e si riscalda, mentre nei bassi strati aumenta la presenza di umidità, soprattutto lungo le coste. Una combinazione che rende il caldo ancora più difficile da sopportare.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva