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Caos alla camera, la seduta finisce tra urla e insulti: tensione altissima (VIDEO)

Una votazione destinata ad alimentare lo scontro politico si è consumata alla Camera sul caso Delmastro. Montecitorio ha respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire alcune conversazioni telefoniche tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, contenute in un gruppo WhatsApp.

Il parere negativo è passato con 206 voti favorevoli e 133 contrari, attraverso scrutinio segreto. L’Aula ha quindi confermato l’orientamento già espresso dalla Giunta per le autorizzazioni, impedendo l’invio delle chat ai magistrati romani.

Caso Delmastro e chat, perché la Camera ha votato contro l’invio ai pm

La decisione riguarda messaggi che gli inquirenti avevano chiesto di acquisire nell’ambito dell’indagine sulla gestione della Bisteccheria d’Italia, ristorante di Roma al centro di accertamenti per presunti reati finanziari collegati a contesti di criminalità organizzata.

La Camera ha ritenuto di non autorizzare l’accesso al materiale informatico relativo alle comunicazioni del deputato. La scelta ha provocato tensione in Aula e ha aperto un nuovo confronto sulle prerogative parlamentari e sulle esigenze dell’inchiesta.

Indagine sulla Bisteccheria d’Italia: la posizione di Andrea Delmastro

L’inchiesta della magistratura romana punta a ricostruire gli assetti societari del locale e a individuare le figure che avrebbero effettivamente avuto un ruolo nella gestione dell’attività commerciale.

Andrea Delmastro non risulta indagato. L’ex sottosegretario era socio della figlia di Mauro Caroccia, che aveva diciotto anni al momento della costituzione della società.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la giovane potrebbe avere svolto il ruolo di prestanome del padre. Caroccia, già condannato in via definitiva, è indagato insieme alla figlia per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, con l’aggravante mafiosa.

Delmastro, dimessosi dall’incarico di sottosegretario alla Giustizia quando è emersa la vicenda, ha sempre dichiarato di essere estraneo a condotte illecite. La sua posizione è che le quote della società siano state cedute dopo avere appreso della gravità dei precedenti penali riferiti a Caroccia.

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