La richiesta della Procura e il passaggio in Giunta
La procedura parlamentare era iniziata con il pronunciamento della Giunta per le autorizzazioni, che il 22 luglio aveva bocciato la richiesta presentata dalla Procura di Roma.
In seguito, il legale di Caroccia ha depositato direttamente atti e conversazioni, sostenendo che l’esame dei messaggi fosse determinante per chiarire chi fosse il reale titolare della gestione del ristorante e per definire la posizione del proprio assistito.
Nonostante il deposito, la Giunta non ha disposto ulteriori approfondimenti e ha rimesso la questione all’Assemblea. Il voto della Camera ha confermato il diniego, mantenendo le chat fuori dalla disponibilità degli inquirenti.
Proteste in Aula dopo il voto sul caso Delmastro
La risposta delle opposizioni è stata immediata. I gruppi di minoranza hanno contestato la decisione della maggioranza, accusandola di garantire una tutela impropria ai propri rappresentanti nel quadro delle indagini.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha criticato la scelta e ha invitato la maggioranza a non utilizzare le prerogative parlamentari come protezione rispetto al lavoro della magistratura. Per la leader dem, l’acquisizione delle conversazioni sarebbe necessaria per consentire agli inquirenti di approfondire tutti gli aspetti della vicenda.
Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha contestato duramente l’esito della votazione e ha invitato simbolicamente i deputati a mostrare i telefoni cellulari. I parlamentari del M5S hanno aderito al gesto di protesta: hanno lasciato i propri scranni e si sono avvicinati ai banchi della maggioranza mostrando i cellulari alzati, nell’ambito della campagna #fuorilechat. Il gesto ha immediatamente provocato tensione nell’Aula, tra proteste, urla e cori contrapposti, fino a rendere necessaria la sospensione della seduta.
I deputati di Alleanza Verdi e Sinistra hanno invece scelto di bendarsi durante le dichiarazioni di voto, per manifestare la propria contrarietà. Dopo il voto sulle chat del caso Delmastro, resta dunque alta la tensione politica, mentre l’inchiesta sulla Bisteccheria d’Italia prosegue sui binari giudiziari.