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Capotreno ucciso, è svolta nelle indagini: i primi esiti dell’autopsia

Tra i binari e le aree di servizio della stazione di Bologna, gli investigatori hanno riportato l’attenzione su un dettaglio rimasto finora nell’ombra, riaccendendo i riflettori su uno dei casi di cronaca più drammatici delle ultime settimane. La morte del capotreno Alessandro Ambrosio potrebbe essere a una svolta, ma le risposte definitive devono ancora arrivare. Cosa è emerso.

Svolta nelle indagini sull’uccisione di Alessandro Ambrosio

La svolta nelle indagini sull’uccisione di Alessandro Ambrosio arriva durante un nuovo sopralluogo condotto dagli inquirenti nei pressi della stazione che si è trasformato in un passaggio decisivo. Come si legge su fonti investigative riporte da Leggo, è stato rinvenuto un coltello in un’area ritenuta compatibile con il possibile percorso di fuga del sospettato. Un ritrovamento che ora concentra l’attenzione della Squadra Mobile, impegnata a verificare se l’oggetto possa essere effettivamente collegato all’omicidio del capotreno.

Il contesto è delicato e ogni elemento viene trattato con la massima cautela. Gli investigatori, coordinati dalla Procura, stanno ricostruendo i movimenti immediatamente successivi all’aggressione, cercando di chiarire se l’arma possa essere stata abbandonata durante la fuga. Al momento, nessuna certezza, ma il rinvenimento rappresenta un passaggio investigativo rilevante.

Dove è stato trovato il coltello: svolta nelle indagini sull’uccisione

Il coltello è stato individuato nella stradina che collega il piazzale ovest della stazione ferroviaria di Bologna al parcheggio riservato ai dipendenti. Secondo quanto emerge, il punto del ritrovamento coinciderebbe con il luogo in cui l’indagato, il cittadino croato Marin Jelenic, si sarebbe nascosto subito dopo il delitto per evitare di incrociare un testimone.

Proprio questo dettaglio rafforza l’ipotesi investigativa. Ora, per stabilire se si tratti davvero dell’arma del delitto, verranno effettuati accertamenti tecnici irripetibili. Tra questi, l’analisi delle impronte digitali e il confronto del DNA tra le tracce ematiche presenti sulla lama e il sangue della vittima. Passaggi fondamentali che potrebbero confermare o smentire il collegamento diretto tra il coltello e l’aggressione mortale.

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