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Carburanti, Eni conferma il tetto ai prezzi fino a fine anno. Descalzi: “Monitoreremo il mercato”

Eni mantiene il tetto ai prezzi di benzina e diesel

La decisione comunicata dal gruppo riguarda l’intero periodo residuo del 2026. Eni intende proseguire con un meccanismo che fissa un limite massimo di riferimento per benzina e diesel, con l’obiettivo di mantenere una cornice chiara per la propria rete di distribuzione anche negli ultimi mesi dell’anno.

«Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno», ha dichiarato l’amministratore delegato di Eni.

La formula utilizzata da Descalzi delimita con precisione l’ambito dell’annuncio. È confermata la durata del meccanismo fino al 31 dicembre, ma non vi è l’impegno a conservare senza modifiche le soglie oggi in vigore. Gli aggiornamenti, se necessari, dipenderanno dagli elementi che il gruppo valuterà nel corso delle prossime settimane.

I livelli annunciati all’inizio di ottobre restano, allo stato attuale, quelli di riferimento: 2,25 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la benzina. Si tratta dei valori indicati da Eni nell’ambito dell’iniziativa sul contenimento dei prezzi. Livelli attuali del price cap comunicati da Eni. Non sono necessariamente i prezzi praticati da ogni distributore.

Il monitoraggio del mercato e delle forniture

Secondo quanto spiegato dall’amministratore delegato, la valutazione sui valori del price cap Eni resterà collegata all’evoluzione del contesto energetico. Al centro dell’analisi vi saranno sia le dinamiche dei prezzi sia la disponibilità concreta dei carburanti necessari a rifornire la rete.

«Per quanto riguarda il suo livello, attualmente a 2,25 euro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina, monitoreremo le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica, per valutarlo nel corso del periodo», ha spiegato Descalzi.

Le parole del manager delineano una posizione prudente: l’azienda non esclude modifiche delle soglie, ma lega ogni eventuale intervento a parametri verificabili. Tra questi rientrano la disponibilità dei prodotti, i costi connessi agli approvvigionamenti e la capacità della struttura logistica di garantire una distribuzione regolare.

Il mercato dei carburanti risente, infatti, di una catena articolata di fattori. Le quotazioni del petrolio e dei prodotti raffinati, i costi di trasporto, le condizioni della raffinazione e le variazioni della domanda possono incidere sul quadro complessivo. A tali elementi si aggiungono le accise, l’Iva e i margini della filiera, che concorrono alla determinazione del prezzo finale pagato al rifornimento.

Eni ha chiarito che la valutazione sarà svolta nel corso del periodo di validità del meccanismo. Al momento non sono stati indicati tempi o criteri numerici specifici per un’eventuale revisione: emerge soltanto che il gruppo manterrà attivo il monitoraggio delle condizioni operative e commerciali.

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