Focus sulle tensioni familiari: verifiche e testimonianze
La denuncia non sarebbe l’unico fronte aperto. Nel corso delle indagini, diverse persone vicine alla famiglia sarebbero state convocate per essere ascoltate e, secondo quanto trapela, alcuni testimoni avrebbero mostrato reticenze nel riferire episodi e circostanze considerate utili agli accertamenti.
Le audizioni proseguono negli uffici della Questura, dove gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire il contesto in cui si è consumata la tragedia.
Tra i profili maggiormente approfonditi vi è quello relativo a possibili tensioni interne alla famiglia. Alcuni amici dei Di Vita avrebbero parlato di discussioni e contrasti: elementi che, allo stato, vengono sottoposti a verifica per valutarne la concreta rilevanza investigativa.
Questa linea di accertamento si inserisce in un quadro che, nei giorni scorsi, era stato commentato pubblicamente dal padre di Antonella Di Ielsi, il quale aveva escluso responsabilità o coinvolgimenti dei familiari.
Quattro persone sotto osservazione, attesi gli esiti dell’autopsia
Stando a indiscrezioni riportate dalla stampa, l’attenzione degli investigatori resterebbe concentrata su quattro persone, anche se il numero dei soggetti attenzionati potrebbe modificarsi con il proseguire delle verifiche e la valutazione degli elementi raccolti.
Un passaggio decisivo sarà rappresentato dagli esiti degli esami autoptici effettuati sui corpi delle due vittime. I risultati sono attesi entro circa venti giorni e potranno chiarire le cause del decesso, fornendo indicazioni determinanti sull’ipotesi del presunto avvelenamento da ricina.
Al momento non risultano contestazioni definitive né provvedimenti a carico delle persone finite sotto osservazione. L’attività investigativa prosegue per definire ogni dettaglio e consolidare il quadro probatorio.