Nuovi esami nella casa della famiglia De Vita
Nei giorni scorsi, a Pietracatella, sono intervenuti gli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino, chiamati a fornire un supporto tecnico di alto livello nell’ambito dell’inchiesta. Il gruppo di esperti ha effettuato nuovi controlli all’interno dell’abitazione della famiglia De Vita, adottando procedure rigorose per escludere ogni rischio di contaminazione.
Con tute protettive e apparecchiature specializzate, i tecnici hanno prelevato campioni da arredi, indumenti e oggetti rimasti nella casa. Si tratta di un passaggio rilevante perché eventuali tracce residue potrebbero contribuire a ricostruire il percorso della sostanza e a stabilire se la contaminazione sia avvenuta in un punto specifico dell’ambiente domestico.
Gli esperti tedeschi stanno inoltre esaminando i reperti biologici acquisiti nel corso delle autopsie. Fra il materiale sottoposto alle verifiche figurano campioni di organi delle vittime, il sangue di Gianni e Alice Di Vita, sorella di Sara, e gli alimenti sequestrati nell’abitazione.
L’obiettivo degli esami è circoscrivere l’origine dell’avvelenamento e chiarire se la ricina fosse presente in cibi, bevande o altri prodotti utilizzati nella casa. Solo il confronto tra le analisi tossicologiche, i campioni ambientali e il materiale sequestrato potrà offrire un quadro più definito dell’episodio.
Il fascicolo per duplice omicidio e l’inchiesta sanitaria
Il procedimento principale aperto dalla Procura riguarda il duplice omicidio premeditato, ma al momento non vi sono indagati. La situazione giudiziaria è distinta da un secondo filone, nel quale risultano coinvolti cinque medici per l’ipotesi di omicidio colposo.
Quest’ultima parte dell’inchiesta riguarda le verifiche sulle eventuali responsabilità sanitarie e sugli accertamenti compiuti durante le fasi iniziali della vicenda. I due procedimenti seguono percorsi diversi, anche se entrambi concorrono a ricostruire, in modo completo, quanto avvenuto prima dei decessi.
Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sui risultati acquisiti. In casi caratterizzati dalla presenza di una sostanza altamente tossica, la definizione dei tempi e delle modalità dell’esposizione può richiedere analisi ripetute e confronti tra laboratori, soprattutto quando occorre distinguere dati certi da elementi che devono ancora essere confermati.
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