Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Caso ricina, spuntano le chat ed è svolta: “Parlavano del veleno da mesi”

Forum anonimi e ricerche in lingua inglese

Parallelamente alla pista scientifica, le indagini sulla ricina a Pietracatella si sono estese al web. Secondo quanto ricostruito, nei mesi precedenti alla tragedia sarebbero state effettuate ricerche in lingua inglese su forum e community anonime, con quesiti mirati alla sostanza e ai suoi effetti.

Un profilo associato a quelle attività online sarebbe scomparso per un certo periodo per poi tornare attivo utilizzando lo stesso nickname. Anche questo elemento è oggetto di approfondimento: la presenza di un’identità digitale non costituisce, da sola, una prova, ma può diventare utile per definire una cronologia e verificare eventuali collegamenti con altri dati investigativi.

La piattaforma interessata avrebbe sede in California. Per ottenere informazioni sui dati eventualmente conservati dai gestori, gli inquirenti dovranno quindi attivare i canali di cooperazione con le autorità degli Stati Uniti. Nel percorso potrebbe essere richiesto anche l’intervento dell’Fbi, secondo le procedure previste per l’acquisizione di elementi digitali all’estero.

La verifica dei contenuti, degli accessi e dei tempi delle ricerche sarà centrale per comprendere se quella traccia abbia effettiva rilevanza nel fascicolo. Gli accertamenti dovranno stabilire chi abbia utilizzato il profilo, da quali dispositivi e con quale eventuale relazione con la vicenda della famiglia De Vita.

Le verifiche sul computer dell’istituto agrario

Un ulteriore filone riguarda un istituto agrario di Riccia, comune non lontano da Pietracatella. Da uno dei computer della scuola sarebbero emerse ricerche dedicate alla ricina, svolte nel periodo precedente ai decessi. La circostanza ha portato gli investigatori a effettuare approfondimenti mirati sulla postazione e sulle persone che avrebbero potuto utilizzarla.

Nell’ambito di queste verifiche è stata ascoltata una coppia collegata all’istituto. È stato inoltre chiarito che, nella struttura, non risulterebbero presenti piante dalle quali si possa ricavare la sostanza. L’accertamento serve a evitare collegamenti impropri e a distinguere le semplici ricerche effettuate online da eventuali elementi concretamente utili all’inchiesta.

La Procura ha affidato ulteriori approfondimenti allo Sco, il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato. Il compito sarà ricostruire la traccia digitale nel modo più dettagliato possibile, analizzando accessi, dispositivi, cronologie di navigazione e ogni dato disponibile sulle ricerche svolte prima della tragedia.

Il caso di Pietracatella resta dunque aperto su più fronti: gli esami tossicologici, i campioni raccolti nell’abitazione, i reperti biologici e i dati informatici dovranno essere letti insieme. Solo al termine di questi accertamenti sarà possibile chiarire con maggiore precisione l’origine della ricina e le responsabilità eventualmente emerse dall’inchiesta.

Pagine: 1 2 3
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure