
L’inchiesta sul delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione con nuovi elementi contenuti negli atti della Procura di Pavia. A distanza di quasi vent’anni dalla morte di Chiara Poggi, una ricostruzione depositata dagli inquirenti introduce un dettaglio relativo ai minuti precedenti l’omicidio che potrebbe incidere sulla lettura di quanto avvenne la mattina del 13 agosto 2007.
Da oltre un anno gli investigatori stanno lavorando su una nuova attività d’indagine che vede Andrea Sempio accusato dell’omicidio della giovane. Nell’impostazione accusatoria, il delitto si sarebbe consumato dopo un presunto rifiuto da parte della vittima. In questo contesto, il 7 maggio è stato depositato un fascicolo con una versione diversa rispetto a quella emersa nei processi precedenti, con riflessi indiretti anche sul dibattito relativo alla condanna definitiva inflitta ad Alberto Stasi.


Delitto di Garlasco: la nuova ricostruzione sull’allarme di casa
Per anni, nelle ricostruzioni legate al caso, si è ritenuto che uno degli ultimi gesti compiuti da Chiara Poggi fosse stato il disinserimento dell’allarme della villetta per consentire l’ingresso a chi poi l’avrebbe uccisa. Questa lettura è stata richiamata anche nelle sentenze che hanno portato alla condanna dell’ex fidanzato. Nei nuovi atti, però, gli inquirenti propongono un’interpretazione differente di quel passaggio temporale.
Secondo quanto riportato nel materiale investigativo, alle 9.12 la giovane avrebbe disattivato il sistema di sicurezza non per aprire la porta a qualcuno, ma per far uscire i propri gatti e potersi muovere liberamente in casa mentre preparava la colazione. Un dettaglio che, se confermato, modificherebbe il significato attribuito a uno degli ultimi movimenti documentati della vittima.
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