
Davanti alle telecamere di tutto il mondo, l’undicenne che a fine gennaio era finito al centro di un episodio molto discusso è stato tra i protagonisti dell’alzabandiera della cerimonia inaugurale di Milano-Cortina 2026. Visibilmente emozionato, ha assistito in prima fila all’innalzamento del tricolore sul pennone, in un momento simbolico che ha segnato, per lui e per la sua famiglia, un passaggio netto da una vicenda difficile a un riconoscimento pubblico.
Il ragazzo era stato coinvolto lo scorso 27 gennaio in un caso che aveva suscitato reazioni immediate: secondo la ricostruzione, era stato lasciato a terra dall’autista di un autobus della Linea 30 durante una nevicata intensa. Rimasto senza un passaggio, aveva dovuto percorrere circa sei chilometri a piedi, al freddo e sotto la bufera, prima di riuscire a rientrare a casa bagnato e infreddolito.

Dall’episodio sul bus all’invito ufficiale alla cerimonia
La presenza alla cerimonia di apertura è stata letta come l’epilogo istituzionale di una vicenda nata da una contestazione tariffaria e poi diventata un caso pubblico. Nel corso dei giorni successivi all’episodio, la famiglia aveva ricevuto un invito ufficiale che ha permesso al bambino di prendere parte a un momento ad alta visibilità, accanto a figure storiche dello sport italiano.
In quell’occasione la madre aveva descritto lo stato d’animo del figlio con parole rimaste identiche anche nelle cronache successive: «Era al settimo cielo». Una frase che ha sintetizzato l’impatto emotivo dell’invito e la portata simbolica di un gesto arrivato dopo giorni di discussione e chiarimenti.
La contestazione sulla Linea 30 durante la nevicata
Secondo quanto emerso, tutto sarebbe nato da un fraintendimento relativo alla tariffa applicata lungo la Tratta 30 nel periodo legato ai Giochi. L’undicenne avrebbe mostrato un biglietto da 2,50 euro, mentre l’autista avrebbe richiesto il ticket maggiorato da 10 euro introdotto per l’afflusso olimpico. Il mancato accordo, in un contesto meteorologico particolarmente difficile, avrebbe portato alla decisione di non farlo salire a bordo.
L’episodio si è verificato durante una nevicata descritta come molto forte, con visibilità ridotta e temperature rigide. La necessità di rientrare comunque a casa ha imposto al ragazzo un tragitto lungo, affrontato a piedi, che ha alimentato l’allarme e l’indignazione di molte persone, anche per i profili di sicurezza legati all’età e alle condizioni ambientali.
Nei giorni successivi, la vicenda ha attivato una serie di passaggi formali e informali. L’autista indicato come coinvolto, Salvatore Russotto, ha rivolto scuse immediate ai genitori e al bambino. Il chiarimento diretto tra le parti, riferito come avvenuto in un clima più disteso, ha contribuito a ridurre la tensione attorno al caso. Parallelamente, l’azienda avrebbe disposto una sospensione temporanea dell’autista.
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