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“Chi vincerebbe oggi”. Sondaggi, clamoroso: numeri mai visti prima, cambia tutto

Centrodestra in lieve calo, ma Fratelli d’Italia domina

Sull’altro fronte, il centrodestra viene stimato complessivamente al 44,7%, in calo di 0,3% rispetto alla precedente rilevazione. La flessione è contenuta, ma sufficiente a determinare il sorpasso del centrosinistra nella fotografia attuale.

Il dato complessivo, tuttavia, non racconta da solo la dinamica interna alla coalizione, che appare fortemente sbilanciata. La distanza tra il primo partito e gli alleati rimane ampia, con un assetto che ruota soprattutto attorno a una forza dominante.

Secondo EMG, Fratelli d’Italia è al 27,1% e si conferma primo partito italiano e perno dell’area guidata da Giorgia Meloni. Più indietro Forza Italia e Lega, entrambe all’8%, mentre Noi Moderati è all’1,6%.

La distribuzione dei consensi rende evidente una leadership numerica netta all’interno del centrodestra, con partiti alleati più distanti e chiamati a difendere il proprio peso relativo. In uno scenario elettorale ravvicinato, anche questi rapporti possono influire sulle scelte di coalizione e sulle strategie di campagna.

Le altre forze politiche possono decidere tutto

Fuori dai due schieramenti principali, EMG colloca Azione al 2,5% e il Partito Liberal Democratico all’1,4%. Si tratta di presenze numericamente più contenute, ma utili a comporre il quadro generale delle intenzioni di voto.

Da segnalare anche Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, stimato al 3,6%. Secondo quanto riportato, un’eventuale intesa con il centrodestra potrebbe risultare determinante, spingendo la coalizione oltre il 48%.

In un contesto in cui il distacco tra i poli è inferiore a un punto, la collocazione di forze esterne e la loro capacità di aggregazione diventano un elemento concreto di lettura dei numeri, soprattutto quando si ragiona in termini di coalizioni e somma dei consensi.

Fiducia nel governo Meloni in calo

La rilevazione segnala infine un calo della fiducia nel governo Meloni. Il 37% degli intervistati dichiara di avere fiducia nell’esecutivo, mentre il 22% afferma di fidarsi poco e il 41% indica di non avere alcuna fiducia.

È un indicatore che accompagna le percentuali sulle coalizioni e contribuisce a inquadrare il clima politico. La quota di chi esprime scetticismo o mancanza di fiducia risulta ampia e rappresenta un elemento da monitorare in relazione ai futuri equilibri elettorali.

Nel complesso, i numeri EMG descrivono una fase di competizione ravvicinata: centrosinistra avanti, centrodestra a distanza minima, e variabili politiche — leadership, alleanze e fiducia nell’esecutivo — che continuano a influenzare la lettura del quadro nazionale.

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