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“Una vergogna per l’Italia”. Enrico Mentana non si trattiene, ferma il Tg e spara tutto in diretta

Immagine collegata alla vicenda diplomatica e sportiva internazionale

Figura di primo piano dell’informazione televisiva, Enrico Mentana guida da anni il TgLa7 con un’impostazione riconoscibile e improntata alla chiarezza. Nelle ultime ore, il direttore è intervenuto in diretta su una vicenda che unisce Nazionale italiana, Mondiali 2026 e tensioni di politica internazionale, alimentando un confronto pubblico immediato.

Il tema riguarda le indiscrezioni su un possibile ripescaggio dell’Italia alla Coppa del Mondo di Usa-Messico-Canada, scenario collegato all’eventuale esclusione dell’Iran. Un’ipotesi ritenuta poco probabile, ma sufficiente ad accendere reazioni in ambito sportivo e istituzionale.

Enrico Mentana in studio durante un'edizione del TgLa7

Enrico Mentana al TgLa7: “Una vergogna”

Durante il telegiornale, Mentana ha commentato apertamente la possibilità di un ripescaggio, definendola: “Sarebbe una vergogna ulteriore per l’Italia”. Il riferimento è alle voci che collegherebbero l’eventuale ingresso dell’Italia ai Mondiali 2026 all’esclusione dell’Iran, circostanza che ha suscitato reazioni anche nel mondo del calcio e tra i tifosi.

Secondo quanto emerso, il caso ha coinvolto anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, citato tra coloro che avrebbero espresso contrarietà rispetto a un percorso non legato ai risultati sportivi.

Azione di gioco durante una partita di qualificazioni ai Mondiali

Le indiscrezioni sul ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026

In studio, il direttore del TgLa7 ha ricostruito il contesto delle voci circolate nelle ultime ore: “Per tutta la giornata ci sono state discussioni e reazioni per una proposta inverosimile – premette il direttore del TgLa7 -, quella di quell’amico di Trump che gli fece conoscere Melania, Zampolli, che avrebbe tra l’altro attribuito l’idea alla Casa Bianca. Sarebbe una vergogna ulteriore per noi, visto che prenderemmo il posto di un Paese in guerra”.

Le parole richiamano la dimensione extra-sportiva della questione, che, pur partendo dal tema delle qualificazioni, si intreccia con equilibri diplomatici e istituzionali.

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