
Un malore improvviso, pochi minuti dopo essere rientrata a casa, ha strappato alla vita Cristina Basso in Dalla Libera, 46 anni, operatrice sociosanitaria molto conosciuta tra Ca’ Solaro e Favaro Veneto. Una giornata come tante si è trasformata in una tragedia che ha lasciato sotto shock familiari, amici e un’intera comunità.
La donna aveva appena finito il turno di lavoro quando è tornata a casa nel primo pomeriggio di martedì. Da quel momento, la situazione è precipitata rapidamente fino al drammatico epilogo.

Il malore improvviso dopo il ritorno a casa
A raccontare gli ultimi istanti è il marito Matteo, ancora sconvolto per quanto accaduto. Cristina era rientrata poco dopo le 13, dicendo di sentirsi molto stanca. “Mi ha chiesto di andare io a prendere i figli a scuola”, ha spiegato il marito, ricordando quei momenti. “Le ho detto di riposarsi e di stendersi sul divano”.
Un gesto quotidiano, una richiesta normale all’interno della routine familiare, che però si è trasformata in una delle giornate più drammatiche della loro vita. Quando Matteo è tornato a casa con i figli, la scena che si è trovato davanti è stata devastante: Cristina era immobile, già priva di vita.
Il ritrovamento e i tentativi di soccorso
Al rientro a casa, il marito ha immediatamente capito che qualcosa non andava. La donna era distesa, senza segni di reazione. Sono stati attivati subito i soccorsi e, secondo quanto riferito, sono stati tentati anche interventi di rianimazione nell’attesa dell’arrivo del personale sanitario. Ogni tentativo però si è rivelato purtroppo inutile.
Il decesso è stato attribuito a un malore improvviso, che non le ha lasciato alcuno scampo.

Una comunità sotto shock tra Ca’ Solaro e Favaro
La notizia della morte di Cristina ha rapidamente raggiunto le comunità di Ca’ Solaro, dove viveva, e di Favaro Veneto, dove lavorava e dove era molto conosciuta.
Il dolore è stato immediato e diffuso. Colleghi, amici e conoscenti hanno iniziato a condividere messaggi di cordoglio e ricordi sui social, sottolineando la sua disponibilità e la sua umanità.
Cristina lavorava come operatrice sociosanitaria presso la Fondazione Venezia e si occupava anche di assistenza domiciliare, collaborando con realtà impegnate nel supporto ai malati oncologici.
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