La lettera e l’invito a rispettare privacy e riserbo
Il legale ha inoltre riferito che le ragioni del gesto estremo sarebbero state affidate a una lettera indirizzata all’altro figlio, Davide. Sul contenuto, ha sottolineato la necessità di mantenere rispetto e privacy, evitando interpretazioni o commenti che possano alimentare ulteriori tensioni.
Messaggi sui social e richiamo a una “pedagogia collettiva”
Secondo quanto riportato dal difensore, sui social network continuerebbero a circolare messaggi di odio e disumanità, inclusi contenuti che giustificano o esaltano il suicidio dei genitori dell’uomo accusato.
Il legale collega questo clima alla pressione mediatica e a forme di condanna pubblica che, a suo avviso, possono avere effetti pesanti anche su chi non è direttamente responsabile dei fatti contestati.
La nota si conclude con un appello a una “pedagogia collettiva”, affinché vicende di questo tipo non straripino dai confini giuridici e non si traducano in una gogna capace di amplificare la sofferenza e favorire ulteriori tragedie.