
Il Medio Oriente torna sull’orlo di una nuova fiammata. Il cessate il fuoco tra Washington e Teheran, descritto da più parti come estremamente fragile, vacilla già sotto il peso degli ultimi sviluppi militari e diplomatici. Nelle stesse ore, mentre gli Stati Uniti e l’Iran valutano un possibile secondo round di colloqui a Islamabad, il clima nella regione resta tesissimo e ogni segnale di tregua sembra appeso a un filo sottilissimo.
A complicare ulteriormente il quadro c’è il fronte libanese. Israele ha continuato le operazioni nel sud del Libano, mentre Hezbollah ha alzato la voce contro i negoziati in preparazione a Washington e ha ribadito la propria opposizione a qualsiasi percorso che non passi prima da un vero stop alle ostilità. Il risultato è una regione in cui diplomazia e guerra corrono parallele, senza mai davvero incontrarsi.

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