La nave in fiamme nel Golfo dell’Oman
Nel mezzo di questo scenario già esplosivo, nelle ultime ore è arrivato un episodio che ha acceso nuovi allarmi sulle rotte marittime della regione. Una nave portarinfuse è stata colpita nel Golfo dell’Oman da due proiettili non identificati, con successivo incendio a bordo. Secondo quanto riferito da UKMTO, l’attacco è avvenuto a circa 112 miglia nautiche a sud-est di Ras Al Hadd, in una delle aree più sensibili per la sicurezza energetica globale.
Sul posto è intervenuta una nave della marina pakistana, che ha prestato assistenza all’imbarcazione in difficoltà, mentre restano ancora ignoti i responsabili dell’attacco. Il fatto si inserisce in una fase in cui lo Stretto di Hormuz e le acque vicine sono tornati al centro della contesa tra minacce, blocchi e pressioni internazionali. Non è un dettaglio secondario: quando si colpisce una nave in quell’area, il messaggio supera sempre il singolo episodio.

Intanto la diplomazia prova a non spegnersi del tutto. Da Pakistan arrivano segnali sulla possibilità di nuovi colloqui tra americani e iraniani, mentre la Cina continua a chiedere una linea comune contro l’escalation e a spingere per una soluzione politica. Ma proprio mentre i canali ufficiali restano aperti, i fatti sul terreno raccontano una realtà più ruvida: raid, razzi, fronti aperti e ora anche una nave in fiamme nel Golfo. La tregua, più che una pace, sembra sempre più una parentesi armata.