La scena dei soccorsi descritta dal padre del ragazzo
Marcucci ha ricordato anche le fasi immediatamente successive allo scoppio dell’incendio nel locale di Crans-Montana. “Io ci ho parlato mentre lo soccorrevo insieme ad altre due persone che ho portato giù in ospedale”. Il padre ha descritto l’intervento dei soccorritori e la situazione nella piazza antistante al locale e all’interno della struttura.
“Ho visto tantissime persone per terra, dai bar portavano cuscini, coperte, lenzuola per proteggerle come potevano, perché faceva molto freddo, circa meno 10 gradi. C’erano una cinquantina di persone in piazza con le ambulanze che cercavano di raccogliere più feriti possibile e altrettante all’interno del locale, dove faceva più caldo ma la situazione era la stessa, con i paramedici impegnati a tamponare i casi più gravi”.

Il padre di uno dei ragazzi ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, dopo la strage di Crans Montana. pic.twitter.com/FY2lNGmrVZ
— Tgr Rai Lombardia (@TgrRaiLombardia) January 2, 2026
Il dolore dei familiari e l’attesa di notizie sui dispersi
Nel suo racconto, il padre di Manfredi ha riferito quanto accaduto quando è riuscito a riavere il contatto diretto con il figlio. “Quando è riuscito a raggiungere il figlio, il racconto si è fatto ancora più crudo. “Papà sto male, mi fanno male le mani. Le aveva come nelle foto della bambina del Vietnam, così le avevano tutti. Le ragazze purtroppo stavano peggio perché avevano la gonna con le calze, mentre i ragazzi avevano i jeans che proteggevano di più le gambe”. Tre amici di Manfredi, presenti con lui quella sera, risultano al momento irreperibili. A Crans-Montana si trovano anche i familiari di Riccardo Minghetti, in attesa di notizie. “Stanno aspettando, sperano che sia tra i feriti non riconoscibili. E vi assicuro che c’erano tanti feriti che non erano riconoscibili”.
Il messaggio di cordoglio del sindaco di Roma
Alla tragedia di Crans-Montana ha voluto dedicare un messaggio ufficiale anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha espresso la vicinanza della Capitale alle vittime e ai loro familiari. “Roma partecipa con rispetto al dolore che ha colpito la Svizzera e le tante comunità, anche italiane, coinvolte da questa tragedia a Crans-Montana. Il pensiero va ai familiari delle vittime e dei feriti, a chi in queste ore è in attesa di notizie e alle autorità impegnate nei soccorsi e nelle complesse operazioni di identificazione. In attesa delle conferme ufficiali sull’identità delle persone coinvolte, desidero esprimere la vicinanza di tutta la città di Roma in questo momento così difficile”.
Le parole del primo cittadino romano si inseriscono nel quadro più ampio delle manifestazioni di cordoglio e solidarietà che, in Italia e all’estero, stanno accompagnando le operazioni di soccorso, di assistenza sanitaria e di identificazione delle vittime di una notte di festa trasformata in un grave lutto internazionale.