Il nodo delle intercettazioni
La difesa continua a contestare anche il modo in cui stanno emergendo i contenuti delle intercettazioni. Secondo Angela Taccia, leggere soltanto i brogliacci non sarebbe sufficiente per comprendere davvero il significato delle conversazioni. L’avvocata ha ribadito la necessità di ascoltare direttamente gli audio originali dopo un lavoro tecnico di pulizia e miglioramento sonoro, sostenendo che al momento non sarebbe emersa alcuna “pistola fumante”, espressione utilizzata più volte nelle ultime settimane per indicare eventuali prove decisive.
Il team difensivo vuole quindi verificare personalmente ogni elemento contenuto negli atti prima di prendere posizione definitiva sugli sviluppi dell’indagine.

Le nuove rivelazioni sull’ex carabiniere Sapone
Intanto emergono nuovi dettagli anche dal filone parallelo dell’inchiesta che coinvolge Silvio Sapone, investigatore che seguì le prime indagini su Sempio tra il 2016 e il 2017. Secondo quanto riportato negli atti depositati, Sapone avrebbe ammesso di aver contattato più volte Andrea Sempio prima dell’interrogatorio di nove anni fa, spiegando di aver cercato di tranquillizzarlo perché il giovane appariva molto agitato dopo aver letto alcune notizie sui giornali.
Ai magistrati, l’ex carabiniere avrebbe riferito che il 38enne lo chiamava frequentemente e che in quelle conversazioni cercava soprattutto di rassicurarlo sulla vicenda.
Sapone ha inoltre dichiarato di non essersi occupato direttamente dell’ascolto delle intercettazioni dell’epoca, spiegando di non avere particolare esperienza tecnica nel settore. Proprio quelle intercettazioni, secondo le nuove indagini, sarebbero state caratterizzate da omissioni e successivamente riascoltate e trascritte nuovamente dagli investigatori.