
A Niscemi l’emergenza legata alla frana resta centrale nelle decisioni istituzionali. Le valutazioni tecniche di Regione e Protezione civile indicano che 137 edifici risultano esposti a un rischio tale da rendere probabile la demolizione, in quanto collocati in prossimità del fronte instabile del costone. Il quadro riguarda abitazioni e isolati interessati dalle prescrizioni di sicurezza, con ricadute dirette sulle famiglie coinvolte.

Frana a Niscemi: la fascia di interdizione e gli edifici da demolire
Secondo le analisi disponibili, entro una fascia di 50 metri dal fronte della frana non sarebbe consentito alcun rientro. In quell’area, gli immobili non verrebbero considerati recuperabili e, in base alle indicazioni tecniche, sarebbero destinati nel tempo al crollo o all’abbattimento per motivi di sicurezza.
La definizione di questo perimetro, spiegano le istituzioni regionali, risponde a criteri di prevenzione del rischio e mira a evitare l’esposizione di persone e strutture a ulteriori movimenti del terreno.

La posizione della Regione: area compromessa e zona di rispetto fino a 150 metri
La Regione ha chiarito che le misure derivano da valutazioni legate alla sicurezza pubblica. L’area più prossima al dissesto viene considerata compromessa, mentre è prevista una zona di rispetto più ampia, stimata in 150 metri, con l’obiettivo di assicurare un margine di protezione per la parte restante dell’abitato.
Il tracciamento di queste fasce delimita, di fatto, le porzioni del territorio su cui potranno essere pianificati interventi e quelle in cui, invece, sarà necessario prevedere misure definitive di messa in sicurezza.
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